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21.02.2019

Desenzano ritrova il suo Leone

Il Leone di San Marco ritrovato, restaurato ed esposto al museo
Il Leone di San Marco ritrovato, restaurato ed esposto al museo

C’è anche l’antico Leone di San Marco, miracolosamente sopravvissuto ai rovesci della storia e risalente ai tempi in cui Desenzano faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia, tra i nuovi reperti in esposizione nel chiostro del museo archeologico Rambotti. Un Leone «ferito», oltraggiato, semidistrutto forse a martellate: si ritiene che siano stati i francesi, quando calarono in Italia ai tempi dell’invasione napoleonica per rovesciare la Serenissima e distruggerne i simboli. Si tratta di un bassorilievo in pietra di Avesa, raffigurante il Leone di Venezia, sotto la cui influenza Desenzano rientrò dal 1426 sino al 1797. La lastra, pesante circa 400 chili, si trovava in origine a Vaccarolo su un casello per la riscossione dei dazi. A lungo dimenticata in un magazzino comunale, è stato restaurata ad opera del Comune. Un attento intervento di recupero conservativo, eseguito dalla restauratrice Laura Borghino, ha permesso di valorizzarla ed esporla senza modificarne le caratteristiche, tra cui quella di essere stato oggetto secoli fa di un atto vandalico a opera dei francesi (o forse degli austriaci) a colpi di scalpello. Nel chiostro è stata esposta anche una colonnina originaria della struttura, che risale al 1400, prima ubicata in posizione poco visibile all’esterno del il museo. I due nuovi reperti sono stati presentati ieri alla presenza del vice sindaco, Cristina Degasperi, dell’assessore alla cultura Francesca Cerini, della curatrice Claudia Mangani, di Cesare Feiffer, storico e professore universitario e di Armando Bellelli, presidente dell’associazione Explora a cui si deve la riscoperta del bassorilievo. •

M.L.P.
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