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06.12.2018

Duecento alberi
spazzati via per
fare spazio a un vigneto

Il consigliere comunale di maggioranza, Paolo Abate, mostra le ceppaie mutilate a Montonale
Il consigliere comunale di maggioranza, Paolo Abate, mostra le ceppaie mutilate a Montonale

Mattanza di piante lungo la strada vicinale San Girolamo a Montonale di Desenzano: sarebbero più di duecento (tra platani e acacie) gli alberi ad alto e medio fusto tagliati alla loro base, dal tronco e poco più, per fare spazio all’innesto di nuovi vigneti. UNA «TABULA RASA» che è stata contestata dal Comune, che intanto ha già bloccato i lavori in attesa di una perizia agronomica: in ogni caso è già pronta una sanzione per l’azienda agricola responsabile del taglio, oltre all’obbligo di ripristinare la piante abbattute in numero equivalente. Lo ha annunciato ieri mattina il consigliere di maggioranza Paolo Abate, che ha portato la stampa sul posto. «Non è un problema di autorizzazioni per il vigneto, perché i permessi sono in regola - ha spiegato Abate - e nemmeno il taglio delle piante in sé, ma il mancato rispetto delle norme previste dal Piano delle regole del Pgt, che prevede appunto il mantenimento di ceppaie vive, con fusti e germogli, a non più di cinque metri l’una dall’altra. E questo non è stato chiaramente rispettato». NÉ CEPPAIE VIVE né distanza minima: sono queste alcune delle contestazioni che hanno portato al blocco forzato dei lavori. Le segnalazioni sono arrivate proprio ad Abate, da parte di alcuni cacciatori che nei giorni scorsi passavano in zona: le operazioni di taglio a quanto pare sono cominciate il 30 novembre, ma ora è tutto fermo su indicazione dell’Ufficio ecologia. Per limitare il fenomeno del taglio sregolato delle piante ci vorrebbe però un’azione regolatoria da parte del Comune: «C’è già un regolamento - conclude Abate - ma è nel cassetto da anni, mai approvato dal consiglio comunale. L’ipotesi è che alla distanza massima tra le ceppaie si possa aggiungere anche una misura minima per il fusto che deve rimanere. Perché se sono troppo piccoli, come qui a San Girolamo, le piante sono destinate a morire». •

Alessandro Gatta
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