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15.04.2018

«Espropri Tav, così possiamo fermarli»

La sala di Palazzo Todeschini, gremita per l’incontro sulla Tav
La sala di Palazzo Todeschini, gremita per l’incontro sulla Tav

Al momento sono solo «espropriandi», e non ancora espropriati: ma le cose potrebbero cambiare in fretta, presto potrebbero arrivare le lettere di notifica, i decreti di esecuzione o peggio ancora (ipotesi remota ma non impossibile, come sottolineato dall’avvocato Fausto Scappini) le cosiddette «occupazioni d’urgenza», che permetterebbero a Cepav2 di allestire i cantieri «con urgenza». Erano a decine gli espropriandi ieri a Desenzano, e insieme a loro i rappresentanti di altri cittadini coinvolti: sono 115 solo a Desenzano, circa 600 su tutta la tratta bresciana dell’alta velocità. Ma attenzione: l’elenco degli espropri è allegato al progetto definitivo, su cui pendono però 309 prescrizioni: «Alcune di queste, almeno una ventina, sono radicali - spiega Scappini - e potrebbero stravolgere il progetto. E qui sorge un problema: ci sono persone che non saranno più espropriate dopo le modifiche, ma altre che lo saranno e ancora non lo sanno». Ma come funziona la procedura di esproprio? Prima arriva la lettera, poi i tecnici in loco per le ultime valutazioni, infine il decreto di esecuzione: «Ma in questo momento avete ancora il diritto di non farli entrare - ha fatto sapere Eugenio Spineti, attivista No Tav Terzo Valico -: finché il tecnico non fa il sopralluogo, e non firma il verbale, l’esproprio non è valido. Noi è due anni che non li facciamo passare e gli espropri li blocchiamo così». •

A.GAT.
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