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14.03.2019

Giocolieri e musicanti, vietato il «fai da te»

Mangiafuoco, clown, giocolieri e musicisti: scatta il giro di vite
Mangiafuoco, clown, giocolieri e musicisti: scatta il giro di vite

Stop ai buskers e agli artisti di strada in centro storico a Desenzano, per tutto il periodo della lunga stagione turistica ormai alle porte (e quindi da aprile a settembre) ma anche durante le festività natalizie, salvo per quelli direttamente coinvolti negli eventi organizzati o patrocinati dal Comune. È QUESTO il contenuto della delibera di giunta pubblicata ieri sull’albo pretorio del municipio, approvata all’unanimità e firmata dall’assessore Francesca Cerini (che non è stato possibile raggiungere telefonicamente), in cui appunto si decreta «la sospensione della realizzazione delle espressioni artistiche di strada, dal 3 aprile al 30 settembre e dal 7 dicembre al 6 gennaio». Come da regolamento, nell’elenco delle «espressioni artistiche» di strada sono presenti le attività di clown e giocolieri, mimi e statue viventi, musicisti e danzatori, attori e pittori, perfino i madonnari. Il divieto vale per tutti, se non nel contesto di manifestazioni autorizzate, organizzate o patrocinate dal Comune. A Desenzano non potranno più esercitare nei periodi «caldi» dell’alta affluenza turistica, nelle zone centrali della città di piazza Malvezzi, piazza Matteotti, piazza Cappelletti, via Santa Maria e via Anelli. IL MOTIVO è presto detto: «L’amministrazione comunale - si legge nel testo - ha in programma numerosi eventi nel periodo primavera-estate e nelle festività natalizie, che potrebbero entrare in contrasto con le attività degli artisti di strada. Negli ultimi anni l’amministrazione è già dovuta intervenire per sospendere la concessione delle sopracitate autorizzazioni, in quanto le stesse autorizzazioni hanno creato conflitti con gli eventi previsti nella programmazione comunale». Da qui la decisione definitiva: sospendere in determinati periodi le «espressioni artistiche di strada» per evitare «una sovrapposizione di manifestazioni che, entrando in conflitto, potrebbero causare problemi non solo di qualità dell’offerta culturale, ma anche organizzativi e di ordine pubblico». L’obiettivo, si legge ancora nella delibera, è dunque quello di «proporre al cittadino e al turista un’offerta culturale ampia, ma ben organizzata e armonica». •

Alessandro Gatta
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