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mercoledì, 13 dicembre 2017

«Lo rifaremo com’era»
Ma i tempi sono incerti

Il primo distacco del basamento, avvenuto lo scorso 16 agostoIl cedimento di ieri mattina va dalla sede Navigarda all’Imbarcadero (BATCH)

E adesso? Costi, competenze e tempi di realizzazione del tratto di lungolago sprofondato sono ancora un’incognita. Dopo il crollo di ieri è atteso per lunedì un sopralluogo degli ingegneri dell’Autorità di bacino dei laghi di Garda e Idro, a cui parteciperà anche il sindaco, Guido Malinverno. È necessario infatti stabilire innanzitutto a chi tocca iniziare il procedimento.

«A CHI SPETTERÀ lo capiremo lunedì - spiega il sindaco di Desenzano - quando i tecnici dell’Autorità di bacino verranno a verificare l’aspetto strutturale. Da lì inizieranno le operazioni di progettazione e di appalto. Il Comune è pronto a fare l’opera senza alcun problema, si tratta però di capire chi, come e quando può avviare la procedura».

L’aspetto finanziario non sembra preoccupare il sindaco. «Abbiamo già 350 mila euro a disposizione - sottolinea -: sono quelli che avremmo dovuto utilizzare per il ponte della Lepanto e potremmo decidere di dirottarli subito lì». Una parte toccherà poi all’Autorità di bacino e alla Regione, poiché un tratto dell’opera è in zona demaniale. Proprio la Regione già la scorsa settimana aveva dato la disponibilità a dirottare i fondi stanziati per il ponte della Lepanto al ripristino del lungolago danneggiato.

NELLE DUE SETTIMANE trascorse tra il primo e il secondo crollo, sono già state eseguite indagini geologiche, prove penetrometriche , documentazione video e fotografica anche con riprese subacquee, per fare con esattezza il punto della situazione.

Nella progettazione si terrà conto della volontà di ripristinare quanto più possibile l’originale. Motivo per cui sono state conservate le lastre di pietra del basamento superiore, per riutilizzarle. Uno studio di immagini d’epoca fornirà ulteriori elementi utili in fase di progettazione.

Dopo il crollo di ieri è stato possibile appurare che la struttura attuale era costituita da un paramento murario in rosa prun con massi sovrapposti a secco nella parte rivolta a lago, mentre nella zona retrostante si trovava un vecchio muro a secco composto da terra e grosse pietre di contenimento. M.L.P.