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21.12.2018

Piazze senza
bici, il «no»
battuto allo sprint

Ciclisti in piazza a Desenzano: il Comune conferma il divieto
Ciclisti in piazza a Desenzano: il Comune conferma il divieto

A Desenzano continua a far discutere l’ordinanza in vigore da pochi giorni che di fatto vieta nelle piazze maggiori del centro storico il transito delle biciclette, da portare obbligatoriamente a mano (e quindi giù dalla sella) pena sanzioni fino a 99 euro, come da codice della strada. Il divieto sarà attivo tutto l’anno. Senza esclusioni, residenti compresi: proprio questo aveva dato luogo a commenti negativi da parte di appassionati della bici, addetti ai lavori delle due ruote e associazioni ecologiste. Ma c’è anche il fronte del «sì»: negozianti e residenti del centro approvano la decisione del sindaco Guido Malinverno, che difende la sua scelta. «NON C’È MOTIVO di preoccuparsi o di fare polemiche - afferma il sindaco -: il divieto si estende solo dal fronte del Duomo fino alla fine di piazza Matteotti, e sono poco più di 300 metri lineari, quando lì accanto c’è tutto il lungolago percorribile in bici, oltre a tutti i percorsi tra via Castello, via Scavi Romani, via Roma, via Sant’Angela e piazza Feltrinelli, solo per citare le più importanti del centro». L’ordinanza, si legge nel testo, è motivata dal «crescente disagio che la circolazione di velocipedi provoca ai pedoni, a seguito delle segnalazioni di numerosi cittadini». Non è la prima sul Garda: ordinanze simili sono in vigore anche a Salò (ma con deroga per i residenti) e a Sirmione entro il castello. E a Desenzano? Dopo le voci contrarie, inevitabilmente, sono tante anche quelle favorevoli al divieto di bici in piazza. «Non ho nulla contro le persone educate e di buon senso, ma ci sono anche ciclisti si sentono liberi da ogni vincolo, vanno sparati in piazza e sfiorano i passanti che, proprio perché sono in piazza, spesso si rilassano e abbassano la guardia - commenta Armando Bellelli, ristoratore in piazza Malvezzi -. La questione mi tocca da vicino: tempo fa la mia cagnolina è stata investita e uccisa da un ciclista, proprio qui in centro». UN SOSTEGNO anche bipartisan: anche l’ex consigliere comunale del Pd Stefano Terzi, si schiera a favore: «Concordo con questa decisione - scrive - in una visione del centro storico sempre più pedonale, e un lungolago ciclopedonale. Sarebbe da ridurre anche l’accesso delle auto nelle stesse aree, con controlli e sanzioni: dove non possono passare le bici, a maggior ragione non devono passare le auto». Certo la tesi delle auto in centro, e le biciclette invece no, aveva scatenato le critiche più puntuali: «Le macchine ci sono - conclude Malinverno - ma di multe ne diamo anche agli automobilisti». •

Alessandro Gatta
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