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29.08.2018

Pugni alla
fidanzata, fila
dritto in prigione

La Polizia di Desenzano ha trovato e arrestato il responsabile
La Polizia di Desenzano ha trovato e arrestato il responsabile

Pugni, botte violentissime alla fidanzata. E non era la prima volta. Ma sarà l’ultima, grazie alle indagini della Polizia di Stato e al senso di responsabilità di due ragazzi che, passando per strada a Desenzano sono stati testimoni dell’ennesima aggressione e hanno soccorso la giovane, innescando la risposta delle istituzioni. IL FINALE è nel comunicato diffuso ieri dalla Polizia: «Il Commissariato di pubblica sicurezza di Desenzano, a seguito di una delicata attività d’indagine, ha dato esecuzione alla misura cautelare in carcere nei confronti di un italiano di anni 41, residente a Lucca, responsabile dei reati di atti persecutori e lesioni personali volontarie, nei confronti di una donna residente a Guidizzolo, Mantova». La vicenda ha avuto inizio una settimana fa con l’intervento, in ore notturne, da parte di unità operativa della Polizia al pronto soccorso di Desenzano, per la segnalazione di un’aggressione ai danni di una donna sulla pubblica via. LA VITTIMA era stata violentemente percossa con pugni al volto e alla testa, per motivi di gelosia a bordo dell’auto del fidanzato, sul primo tratto della Statale 567: la coppia era reduce da una gita a Desenzano e stava tornando a casa nel Mantovano, quando lui - in una crisi di gelosia - aveva fermato la macchina e si era messo a picchiarla. È SUCCESSO verso il centro commerciale «il Leone», o poco prima, sulla strada tra Desenzano e Castiglione. La vittima era riuscita a scappare e a chiedere aiuto a due giovani che transitavano in quel momento e l’hanno salvata e portata in ospedale mentre l’uomo si allontanava. C’è voluta la Polizia per ritrovarlo e per scoprire che quello era solo l’ultimo di una serie di episodi di violenza subiti dalla ragazza, mai denunciati o segnalati per paura. La giovane è stata poi dimessa con 30 giorni di prognosi. Il referto: «Contusioni multiple, ematomi ed edemi a livello del volto». Il 41enne, non nuovo a comportamenti del genere avvenuti in passato nei confronti di altre vittime, è stato indagato alla Procura di Brescia e il Gip, ritenendo il quadro indiziario grave e preciso, ha emesso nei suoi confronti l’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, cui il Commissariato di Desenzano ha dato esecuzione, portandolo alla casa circondariale di Brescia, dove si trova detenuto anche Fabrizio Pasini, l’assassino di Manuela Bailo. •

Alessandro Gatta
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