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29.03.2017

Sui tetti tremila tonnellate di amianto

La mappa delle coperture in amianto a Desenzano: nelle «macchie» rosse le maggiori concentrazioniSulla rimozione dei tetti in amianto ci sarà un incontro pubblico
La mappa delle coperture in amianto a Desenzano: nelle «macchie» rosse le maggiori concentrazioniSulla rimozione dei tetti in amianto ci sarà un incontro pubblico

La superficie di trenta campi da calcio, il peso di sette Boeing 747 a massimo carico: questa è la «misura» dell’amianto che ancora ricopre i tetti di Desenzano.

Sono lastre e coperture in fibrocemento, tutte installate o posizionate su immobili privati (residenziali, agricoli o industriali): dagli edifici pubblici desenzanesi infatti, fa sapere l’assessore all’ecologia Maurizio Maffi, l’amianto ormai è già stato rimosso.

I DATI sono aggiornati al dicembre dello scorso anno, un’elaborazione al termine di un controllo aereo (eseguito con un drone ad altissima precisione) dalla società Aerodron: il margine di errore è stato calcolato dal 3 al 5%.

Ad oggi risultano ancora 635 coperture «sospette», e che corrisponderebbero a 207mila mq di superfici in amianto e 3102 tonnellate di materiale da rimuovere.

L’eliminazione dell’amianto dalle abitazioni private era stata fissata dalla Regione al gennaio 2016, ma è un obiettivo tutt’altro che raggiunto.

Nessuna ricaduta sanzionatoria ulteriore, ma chiunque non abbia programmato un intervento di rimozione, o non abbia già segnalato la presenza di amianto nella propria proprietà, rischia una multa fino a 1500 euro.

Anche a Desenzano era stata lanciata una campagna di auto-denuncia nel 2013, con una serie di incontri conoscitivi, poi conclusa nel 2015. All’epoca i numeri erano questi: 162 segnalazioni e 47mila mq di superfici censite.

Ma il volo del drone ha smascherato più di qualche furbetto: le superfici totali (rispetto a quelle auto-denunciate) sono ben quattro volte di più. Dal report è emersa una mappa precisa: il margine di errore è dato dai cosiddetti «falsi positivi», coperture in fibrocemento ecologico (diffuse dagli anni ’90) indistinguibili dall’alto dal fibrocemento di amianto.

Ce n’è dappertutto: la più alta concentrazione appare nella zona al confine con Lonato, poi nelle campagne vicino all’autostrada, ma non mancano concentrazioni di amianto nelle zone più densamente abitate, perfino in centro. Un po’ meno a Rivoltella.

I dati più completi (e le soluzioni pratiche più utili da adottare) saranno annunciati mercoledì prossimo in un convegno in programma alle 20.45 a Palazzo Todeschini. Esistono comunque incentivi indiretti per la rimozione e lo smaltimento: tutte le informazioni sul sito web del Comune.

Alessandro Gatta
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