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15.12.2017

Tav, il progetto
definitivo è un
«fantasma»

La futura Tav fra Lonato e Desenzano: la linea tratteggiata indica il previsto percorso in galleria della lunghezza di 7,3 chilometri
La futura Tav fra Lonato e Desenzano: la linea tratteggiata indica il previsto percorso in galleria della lunghezza di 7,3 chilometri

Alessandro Gatta Valentino Rodolfi Nel progetto esecutivo fornito nel 2014, poi «controdedotto», erano previsti 530 espropri in 7 Comuni bresciani tra la città capoluogo e Pozzolengo, 7 cave di prestito (poi tutte eliminate), 6 mega-cantieri logistici della superficie media di tre ettari ciascuno e un elettrodotto sulle colline moreniche sulla retta fra Lonato e Pozzolengo, un’occupazione di aree valutabile, a occhio, in 2 milioni di metri quadrati, di cui 274 mila solo a Desenzano (poi ridotti), 4 cavalcavia alti 12 metri solo a Calcinato, un’opera destinata a non passare inosservata sul territorio. Ma dopo l’ultima conferenza di servizi e le centinaia di osservazioni presentate da Comuni e Regioni, il progetto definitivo della Tav Brescia-Verona è sicuramente cambiato: non ci sono più le cave, è stato eliminato lo «shunt» fra Montichiari e Travagliato, è stata ridotta da 230 a 35 ettari la superficie di vigneti Lugana Doc destinata ad a essere sacrificata. Anche l’elenco degli espropri è sicuramente cambiato. MA CHI L’HA VISTO questo progetto definitivo? Ai Comuni non è arrivato, sugli espropri ci sono solo «pre-lettere» di informazione ma nessun atto ufficiale. Al punto che quando apriranno i cantieri, ci sarà appena il tempo di rendersi conto che stanno per arrivare le ruspe. A CALCINATO, il sindaco Marika Legati conferma ad esempio che dopo le osservazioni e l’eliminazione dello shunt, al Comune non è arrivato nulla sulla versione ultima e definitiva del progetto: «Non è arrivata perchè non è stata ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, dunque non è un atto ufficiale, e non essendo un atto ufficiale non viene fornito ai Comuni. Il problema - spiega il sindaco Legati - è che abbiamo un’idea quasi precisa, ma non precisissima, di come saranno configurati i cantieri, di quali aree verranno espropriate». La pubblicazione in Gazzetta, lo ricordiamo, non è ancora avvenuta a causa di un «intoppo» alla Corte dei Conti, che ha rispedito al Ministero (per «incompletezza documentale») la delibera del Cipe che stanziava 2 miliardi e 499 milioni per la Tav Brescia-Verona. A DESENZANO non ha fretta di vederlo approvato, avendolo impugnato con un ricorso al Consiglio di Stato, il sindaco Guido Malinverno. Ma anche lui conferma che il progetto non si è visto: «In municipio ad oggi non è arrivato nulla. Noi siamo impegnati sul ricorso al Consiglio di Stato -: ho parlato con il nostro avvocato e siamo pronti ad andare in fondo». Sono i giorni anche delle trivelle, dei carotaggi nei terreni di proprietà privata, nei terreni che dovrebbero essere espropriati (e a Desenzano sarebbero ben 115): «Stiamo lavorando per fare rete - spiega Malinverno - e proveremo noi a contattare direttamente gli espropriandi. Stiamo lavorando anche al nostro Osservatorio per assistere i cittadini e le aziende coinvolte da espropri e cantieri: al momento è fermo, perché abbiamo fatto ricorso sperando di poterla fermare, la Tav, di cui non abbiamo il progetto definitivo. Lo attiveremo quando ci saranno le prime certezze sugli espropri». •

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