CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

09.11.2017

Ultimo brindisi
sui vigneti segnati
dalla Tav

Vigneti a San Martinodella Battaglia: si avvicinano i cantieri della Tav
Vigneti a San Martinodella Battaglia: si avvicinano i cantieri della Tav

Il messaggio è: «Beviamolo adesso, prima che finisca sotto un treno». A lanciarlo è il coordinamento No Tav Brescia-Verona, che propone per domenica dalle 10.30 un’intera giornata alla cascina Armea di San Martino, una delle aziende agricole del basso Garda sulle quali pende la spada di Damocle degli espropri e dei cantieri dell’alta velocità.

«Abbiamo scelto il luogo della Cascina Armea - spiegano infatti i No Tav - perchè è una della realtà che verrebbero pesantemente colpite. È quindi un simbolo dell’impatto che il progetto avrebbe su aziende e territorio».

IN PROGRAMMA, fra vari stand gastronomici biologici, equi e solidali, si terrà una degustazione dei vini di produttori locali, alcuni dei quali (come l’Armea) potrebbero essere direttamente colpiti dal passaggio del Tav. Alle 12 ci sarà un momento informativo con il professor Erasmo Venosi e l'avvocato Fausto Scappini, consulenti tecnici dei No Tav, che aggiorneranno sulle ultime novità riguardanti il progetto.

I rischi per i vigneti del basso Garda sono da sempre uno dei «capitoli» più discussi della Tav Brescia-Verona: la versione precedente del progetto, nel 2014, prevedeva di espropriare 230 ettari di vigneti nella zona del Lugana Doc, fra Desenzano, Pozzolengo e Peschiera.

L’ultima versione ha fortemente ridimensionato questi numeri, tanto che due settimane fa a Brescia, lo stesso amministratore delegato di Fs Renato Mazzoncini, nel presentare in chiave positiva il progetto, aveva ricordato che «gli ettari di Lugana coinvolti sono scesi da oltre 200 a poco più di 20, come segnale di attenzione al territorio».

MA LA VITICOLTURA del basso Garda pagherà comunque un prezzo alto. In attesa del progetto definitivo (ancora nei cassetti aspettando il via della Corte dei Conti) si ipotizzano ancora fino a 75 ettari di superfici vitate a rischio, fra Lugana e altri vitigni.

LO SCRIVEVA Cepav Due nelle integrazioni fornite al ministero dell’Ambiente: «Sulla base della cartografia catastale, è stata valutata la superficie di colture pregiate interferite (essenzialmente vigneti) in 75 ettari». Di questi un totale di 25 è nel bresciano tra Desenzano (12,9 ettari, di cui 1,8 in occupazione temporanea) e Pozzolengo (12,2 ettari, dei quali 2,4 a tempo). Altri 49,9 sono oltre il confine veronese. Di tutti questi 75 ettari, ce ne sono 34,7 coltivati a Lugana Doc, di cui 11,1 a Desenzano (9,3 più 1,8 a tempo) e 6,7 a Pozzolengo (4,8 più 1,9). Resta però possibile che il dato possa essere diminuito nel progetto definitivo.

Di Tav si è parlato anche in Consiglio comunale a Desenzano. Andrea Spiller dei 5 Stelle ha chiesto al sindaco se siano «legali» i sopralluoghi dei tecnici di Cepav Due sui terreni interessati.

Il sindaco Guido Malinverno ha spiegato: «Non ho ricevuto alcuna informazione ufficiale. In ogni caso non spetta a noi intervenire se qualcuno ha violato una proprietà privata. Le segnalazioni devono essere fatte alla Provincia, ente riconosciuto come interlocutore per Rfi e Cepav2».

Alessandro Gatta Valentino Rodolfi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1