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lunedì, 23 ottobre 2017

Un «Daspo» al sindaco
Il Collettivo lancia la sfida
sui decreti di espulsione

Il municipio di Desenzano: pronto un simbolico «Daspo» al sindaco (BATCH)

Un Daspo urbano al sindaco Guido Malinverno: è questa l’ultima provocazione del Collettivo Gardesano Autonomo, il gruppo antagonista di Desenzano che lunedì mattina consegnerà in municipio, direttamente al primo cittadino, un simbolico «decreto di allontanamento» della durata altrettanto simbolica di 48 ore.

L’INIZIATIVA è figlia della polemica in corso proprio sul «Daspo urbano», il nuovo regolamento di Polizia approvato a Desenzano la scorsa estate (e in vigore dal 6 settembre scorso) e ispirato dalle direttive sulla sicurezza del recente decreto firmato Minniti. Il regolamento del «Daspo urbano», lo ricordiamo, concede al sindaco la possibilità di emettere un primo decreto di allontanamento dalla città (di 48 ore) per episodi di accattonaggio, venditori abusivi, ubriachezza molesta, rumorosi cortei di «addio al celibato».

«SECONDO NOI sono proprio le istituzioni le prime a non rispettare il decoro, e quindi responsabili del vero degrado di questa città - hanno affermato gli attivisti del Collettivo in conferenza stampa -. Si parla di decoro colpendo chi chiede l’elemosina, mentre nel lago di scaricano veleni. Si parla di decoro mentre si lasciano immobili pubblici abbandonati, mentre sono presenti diversi siti inquinati all’interno della città. Il Daspo urbano è solo propaganda».

Sempre sul tema del Daspo, il Collettivo ha in programma un’iniziativa pubblica, domenica alle 15 in piazza Malvezzi: «Sarà un presidio – spiegano - in risposta al delirio securitario di questi tempi e contro ogni forma di razzismo». Non manca un’accusa sui «metodi» della Polizia Locale: «Fuori dal Simply due agenti hanno portato in caserma un giovane straniero, dopo averlo intimidito e strattonato».

Secca la replica del comandante Carlalberto Presicci: «Non voglio dire altro, se non che i due agenti sono finiti all’ospedale e se ne sta occupando la Procura». A.GAT.