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17.05.2018

Una brutta aria su Desenzano: il traffico è da «bollino rosso»

Non bastano il microclima, le aree verdi, il vento del lago che soffia forte: anche Desenzano ha il fiato corto. Lo dicono i dati, pubblicati in questi giorni a margine della campagna di campionamento sul NO2, il biossido di azoto, promossa in tutta la provincia da «Basta Veleni». SONO SETTE i punti di raccolta posizionati a Desenzano da privati cittadini, associazioni e partiti (il Movimento 5 Stelle), tutti e sette in un mese (dal 2 febbraio al 2 marzo) hanno registrato particelle di biossido sopra il limite consigliato dall'Oms (20 microgrammi per metro cubo) e quattro su sette, il 60%, addirittura oltre il limite di legge di 40 microgrammi. IL BOLLINO ROSSO: quello che sta peggio è in via Marconi, alla rotatoria che si incrocia con la tangenzialina e la strada per l’ospedale: la media è di 60,4 µg/mc, tanto da meritarsi un bollino rosso nella mappa collettiva pubblicata da «Basta Veleni». Bollino arancione invece per il rilevatore di via Dante, vicino al Commissariato, con 48,7 µg/mc, per quello di via El Alamein alle Grezze con 44,2 µg/mc, per quello di via Durighello a Rivoltella (zona Conad e scuole medie) con 45 µg/mc. Risultano entro i limiti di legge, ma di poco, i dati raccolti in via Di Vittorio a Rivoltella (38,5 µg/mc), in zona stazione in via Negrelli (38,4 µg) e in via Giotto tra il Bazoli-Polo e il parco del Laghetto (32,8µg): per tutti e tre il bollino è comunque giallo, perché appunto superano il limite consigliato dall'Oms. «Le cause sono da ricercare nel traffico veicolare - scrivono i 5 Stelle che di campionatori ne hanno posizionati tre - e per risolvere la questione e limitare gli effetti sulla salute sarà necessario affrontare il problema viabilità nel suo complesso». «Il biossido di azoto deriva per il 60% dalle emissioni dei veicoli - commentano gli ambientalisti del Cat - oltre al riscaldamento delle abitazioni e altri processi di combustione. Intraprendere nuovi percorsi di sostenibilità è doveroso e improrogabile». E il Comune cosa può fare? Il sindaco Guido Malinverno, interpellato da Bresciaoggi, non commenta i dati nel dettaglio, ma annuncia intanto il progetto di uno studio che possa modificare la viabilità proprio di via Marconi: «Valuteremo anche misure drastiche - spiega - come il blocco del traffico». MA I DATI diffusi in questi giorni non riguardano solo Desenzano: sono stati posizionati 6 rilevatori anche a Lonato, oltre i limiti di legge quello tra Itis e scuole medie, ma sfiorano i 40 µg anche quelli di via Santuario e Castelvenzago, ben 10 a Calvagese tra Mocasina, via delle Monache e il confine con Prevalle (tutti oltre 30 µg). Ce ne sono anche a Padenghe (via Verdi, vicino ai campi sportivi: 35,9 µg) e a Polpenazze in piazza (32,1 µg). •

Alessandro Gatta
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