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19.01.2019

Due milioni contro l’estinzione per salvare i carpioni del Garda

Giovani carpioni del Garda: per la specie a rischio estinzione  un piano di salvataggio da 2 milioni di euro
Giovani carpioni del Garda: per la specie a rischio estinzione un piano di salvataggio da 2 milioni di euro

Ci sono oltre due milioni di motivi ma soprattutto di euro per sperare che nei prossimi anni il Carpione, specie endemica del lago di Garda, non si estingua. A tanto ammonta il budget del progetto denominato «Life Scipione», con l’obbiettivo dichiarato di «salvare il carpione, un intervento cruciale per preservare questa straordinaria specie nell’unico lago in cui è endemica». È il piano per la conservazione del carpione del Garda che vede ente capofila la Regione Lombardia: il programma sarà presentato ao fine mese per ottenere il finanziamento (il 55% della spesa) dal Progetto europeo «Life Nature and Biodiversity». IL RESTO degli interventi sarà coperto da una task force di partner fra cui, oltre alle regioni, la Fondazione scientifica Edmund Mach, il Parco alto Garda bresciano, Gardaland Sea Life, Graia (Gestione e ricerca ambientale ittica acque srl), e la Troticoltura Foglio. «Noi del Parco alto Garda - anticipa il presidente della Comunità montana Davide Pace - realizzeremo il programma di educazione ambientale e parteciperemo alla progettazione degli interventi di ripopolamento e riqualificazione ambientale, sia in fase di progettazione che di realizzazione». Gardaland invece realizzerà la mascotte del progetto e organizzerà eventi di sensibilizzazione. IL CARPIONE oggi è considerata una specie in pericolo critico. I numeri del resto parlano chiaro: il pescato si è ridotto dagli oltre 450 quintali del 1956 a meno di un quintale all’anno dal 2008 in poi. Una rarefazione drammatica. Fino al 2020 sarà in vigore la moratoria, ma nemmeno il «fermo pesca» è bastato: il carpione sta scomparendo. Tra le principali cause il prelievo eccessivo, la competizione alimentare con altre specie, la modificazione delle aree di frega e soprattutto il peggioramento della situazione trofica del lago. Tra gli interventi principali previsti c’è il recupero di uova selvatiche e l’incubazione a Desenzano per garantire la «selvaticità» della quota di rimonta, così da salvaguardare la variabilità genetica dello stock di riproduttori. Seguiranno la verifica dell’efficacia dei ripopolamenti con uova e marcatura di esemplari giovanili, le indagini di campo per definire le aree di frega e la loro attuale efficacia. Non ultime, azioni di tutela e miglioramento delle zone di frega e il monitoraggio della popolazione naturale. •

Luciano Scarpetta
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