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07.01.2018

Dalla Magnifica Patria alla Rsi un tesoro di storia sulla carta

Nell’archivio storico anche preziosi manoscritti di epoca venezianaL’archivio ha trovato una sede
Nell’archivio storico anche preziosi manoscritti di epoca venezianaL’archivio ha trovato una sede

Torna finalmente a far pace col proprio passato il prezioso archivio storico del Comune di Gargnano, con documenti e manoscritti dalla «Magnifica Patria» veneta fino alla «repubblica di Salò». DOPO DECENNI di oblio la preziosissima documentazione depositata sull’angusto solaio dell’ex Municipio accanto al porto, tornerà a nuova vita grazie all’opera di riordino, sistemazione e ricostruzione dell’inventario dell’Asar (la sempre attiva Associazione storico-archeologica della Riviera del Garda). Pochi giorni fa è stato siglato con il Comune l’accordo di collaborazione per le operazioni di recupero inventariale e a breve inizierà il programma di lavoro stabilito con la Soprintendenza. «In questi giorni attendiamo il benestare - spiega il vice sindaco e assessore alla cultura Fernanda Bertella -: appena arriva inizieremo subito senza perdere tempo». In effetti da troppo tempo la preziosa documentazione storica giaceva in stato di semi-abbandono, sistemata «alla buona» su scaffali provvisori. L’archivio, costituito da una trentina di registri di antico regime e altrettanti riferibili all’epoca veneziana, riveste una grande importanza per il territorio alto gardesano, poiché rappresenta la testimonianza documentale di un lungo tratto della storia della regione. È quella della Comunità di Riviera, associazione di comuni, nata nella seconda metà del XIII secolo per difendere l’autonomia e sostenere gli interessi di comunità legate ad un’economia di scambio, che per sopravvivere doveva garantirsi alcune condizioni economiche e logistiche, che solo l’unione delle forze poteva assicurare. DAL 1426 la Comunità entrò a far parte dello stato di Terraferma della Repubblica di Venezia e nell’archivio si trova ampia traccia della vita e delle relazioni istituzionali della comunità per quasi quattro secoli. Altri 620 faldoni riguardano invece le sezioni dell’800 e della prima metà del ‘900, periodo quest’ultimo caratterizzato dal soggiorno gargnanese del duce Benito Mussolini. «È un bel momento per il mondo della cultura della riviera del Garda - afferma il presidente Asar Domenico Fava - e siamo soddisfatti perché anche Gargnano dopo Tignale, Tremosine e Salò fa un passo avanti per non perdere importanti testimonianze della memoria locale». SISTEMATA la parte archivistica più preziosa, toccherà poi all’altra parte di archivio storico custodito all’ex Caserma Magnolini composto da 2600 faldoni del periodo dal 1800 al 1960, con la supervisione della Soprintendenza che dovrà dare un preventivo via libera. •

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