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21.06.2017

I macigni del Comer fanno ancora paura

La casa centrata da un enorme masso in seguito alla frana del 2011
La casa centrata da un enorme masso in seguito alla frana del 2011

Dovranno continuare, anche dopo 6 anni, i monitoraggi sul monte Comer di Gargnano, per tenere sott’occhio il costone roccioso pericolante di 1.500 metri cubi, rimasto instabile in parete dopo i crolli dell’ottobre 2011.

È stata infatti prorogata fino al 30 aprile 2018 la prosecuzione dell’incarico del servizio di monitoraggio elettronico della parete sud del versante, interessata 6 anni fa dal distaccamento di una quindicina di grossi macigni.

PRECIPITARONO a valle in una zona abitata da una decina di fabbricati (poi evacuati) minacciando la strada che porta alla frazione di Muslone e la sottostante 45 bis.

A quell’epoca le barriere paramassi fecero il loro dovere trattenendo gran parte del materiale franoso. Poi la sorte fece il resto con i due macigni più grossi di oltre 10 metri cubi che, superando gli ostacoli, andarono a fermarsi su una seconda barriera posta 250 metri più a valle. Uno di loro durante la corsa si schiantò contro l´abitazione del dentista di Gargnano, fortunatamente senza conseguenze per le persone.

In seguito, con l’arrivo di fondi regionali, la zona venne messa in sicurezza anche con la realizzazione di due valli paramassi della lunghezza di 77 e 55 metri, posizionati a due differenti quote altimetriche, rispettivamente a 300 e 400 metri.

In quota però rimane sempre instabile il blocco di dimensioni considerevoli, circa 1500 metri cubi, che si trova nella parte destra del torrione dal quale sono avvenuti i distacchi la sera del 12 ottobre.

Per questo motivo, dal novembre 2011 ad oggi i rilevamenti non sono mai cessati: inizialmente con il servizio interferometrico sull’intera parete rocciosa, un monitoraggio radar in grado di segnalare al decimo di millimetro le deformazioni strutturali della montagna. In seguito, sfruttando la precedente stazione di rilevamento, sono stati posizionati all’interno della parete instabile un paio di «estensimetri», capaci di segnalare ogni più impercettibile ulteriore movimento della massa instabile.

UNA DECISIONE quanto mai opportuna da parte degli amministratori per tenere costantemente monitorata la zona segnalando con tempestività l´insorgere di situazioni di pericolo. Anche alla luce di scosse sismiche che non di rado si manifestano in alto Garda. L’ultima di magnitudo 3.6 è stata registrata proprio 17 gg fa con epicentro nel lago a soli tre chilometri da Gargnano.

Luciano Scarpetta
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