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domenica, 18 novembre 2018

«Terre & Sapori», il traguardo ora è più vicino

Il presidente Alberta CazzaniIl banchetto informativo allestito sul lungolago da Terre & Sapori

Erano volti un po’ più sorridenti quelli visti ieri sotto il gazebo al porticciolo allestito dall’associazione Terre & Sapori d’Alto Garda. A dieci giorni dalla scadenza del termine per il pagamento della sanzione ministeriale da 26 mila euro, comminata per avere abbinato con troppa disinvoltura la dicitura «Garda» alla propria ragione sociale e ad alcuni prodotti commercializzati, le offerte ricevute hanno superato i 20 mila euro. «Un traguardo davvero incredibile - commenta felice Alberta Cazzani - impensabile al momento dell’idea della richiesta di un contributo perché Terre & Sapori possa continuare nelle sue attività di conservazione e promozione del paesaggio e dei prodotti». AL NETTO dell’ostacolo economico da superare, resta l’incognita sul futuro di un’associazione che organizza dal 2015 una manifestazione come Giardini d’Agrumi, portando a Gargnano migliaia di persone e facendo conoscere l’eccezionalità del patrimonio unico delle limonaie del Garda. E proprio perché il 90% delle offerte proviene da privati o semplici conoscenti, «l’auspicio è in un supporto maggiore da parte di chi, con l’evento, ha maggiormente beneficiato dell’arrivo di tantissimi turisti durante la manifestazione. Stiamo inoltre cercando un buon avvocato per capire quali siano realmente le limitazioni per l’utilizzo della parola Garda - afferma Alberta Cazzani - Com’è infatti possibile sostenere in futuro il territorio senza l’utilizzo di questo termine?». In effetti la situazione è davvero paradossale: nel febbraio scorso è stata predisposta da Terre & Sapori la documentazione necessaria per avanzare la proposta di inserire le limonaie dell’Alto Garda nel registro nazionale del paesaggio. «Il ministero che sta valutando questa candidatura, e che molto probabilmente alla fine dell’iter la accoglierà - commenta Cazzani - è però lo stesso che ci ha comminato la sanzione. Certo, sono due uffici diversi, ma la cosa sa un po’ di beffa». Intanto la raccolta fondi prosegue. • © RIPRODUZIONE RISERVATA