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13.01.2018

Il bed and breakfast? A misura di disabile

L’ex scuola materna sotto i ferri:  muove i primi passi il progetto di un bed and breakfast per tutti
L’ex scuola materna sotto i ferri: muove i primi passi il progetto di un bed and breakfast per tutti

Alessandro Gatta Il primo bed and breakfast a misura di disabile di tutto il Garda verrà costruito a Moniga, negli spazi dell’ex scuola materna da tempo dismessa e ceduta dall’amministrazione comunale per circa 700mila euro: presto per dire quando aprirà, ma il cantiere di via Dante è già ben avviato. UN PROGETTO a tratti rivoluzionario, nato da un’idea di Cristina Sandrini e Andrea Andreoletti, i genitori del piccolo Leonardo, bambino di 6 anni affetto da atrofia muscolare spinale, sindrome che lo costringe su una sedia a rotelle. Una doppia necessità: la prima, costruire una casa vicino al centro e alla piazza di Moniga, così da permettere a Leonardo (quando sarà grande) di vivere il paese in autonomia; la seconda quella di poter offrire un approdo sicuro a chiunque voglia passare una vacanza sul Garda. «Ce ne siamo accorti di persona delle difficoltà che deve affrontare un disabile anche solo per trovare un posto dove dormire - spiega mamma Cristina - A noi ad esempio è capitato in Puglia, dove ci siamo fidati di un agriturismo dove per raggiungere le stanze c’erano da fare due rampe di scale. Ed è capitato ad alcuni amici, che avremmo voluto invitare qua sul lago ma dove non abbiamo trovato una struttura adatta. Solo gli alberghi stellati sono attrezzati: di altre soluzioni non ce ne sono». Il progetto è in divenire, ma in linea di massima funzionerà così: da una parte la casa vera e propria, in cui abiteranno i genitori, con Leonardo e i suoi fratelli (Jacopo e Giovanni), dall’altra il bed and breakfast in cui tutti potranno pernottare, e che sarà attrezzato soprattutto per ospitare persone con disabilità. Ci sarà un sollevatore da camera, un montacarichi per lo spostamento delle persone nella stanza, un sollevatore per la piscina, una carrozzina a disposizione degli ospiti che ne faranno richiesta, letti e divani adatti per chi ne avesse bisogno. I dettagli sono importanti: «Voglio chiarire fin da subito che il nostro non sarà uno spazio ospedalizzato, ma uno spazio in cui si cercherà di favorire l’autonomia di tutti. La ristrutturazione è stata concepita senza barriere, con tutti gli ausili necessari. Vogliamo soddisfare le esigenze di più persone possibili, sulla base del principio che una rampa invece di una scala ai normodotati non cambia nulla, una scala invece di una rampa per i disabili cambia tutto». Anche per Moniga un cerchio si chiude, dopo le polemiche per la vendita del vecchio asilo. «La materna continuerà a essere uno spazio sociale - spiega il sindaco Lorella Lavo - Siamo grati alla famiglia Andreoletti per la loro scelta coraggiosa, che aiuterà a sensibilizzare tutto il paese, amministratori compresi. Sono certa che farà da pungolo per migliorare e adeguare il nostro territorio, affinché chiunque possa venire in vacanza o vivere a Moniga. Progetto in divenire, dicevamo: le camere saranno quattro o cinque. Ma il nome c’è già: si chiamerà «L.A. Home», con le iniziali del piccolo Leo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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