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01.10.2017

Il sindaco Malinverno in corteo con i No Tav

I No Tav sfileranno in corteo sabato prossimo a Calcinato
I No Tav sfileranno in corteo sabato prossimo a Calcinato

L’osservatorio sulle grandi infrastrutture (al momento solo una, la Tav) è pronto a partire, varato l’altra sera in Consiglio con il voto della maggioranza (e non senza polemiche). Intanto però il colpo di scena l’ha regalato il sindaco Guido Malinverno, che proprio in aula ha annunciato di voler partecipare alla prossima marcia No Tav, sabato 7 ottobre a Calcinato.

Il primo cittadino (ricordiamolo, a capo di una maggioranza di centrodestra) ha risposto positivamente al sollecito del consigliere comunale Andrea Spiller, del Movimento 5 Stelle.

«Ci sarò, come ci sono stato agli ultimi incontri organizzati dai No Tav - ha ribadito il sindaco anche ieri mattina - Il compito di un’amministrazione è quello di ascoltare tutti, e ancora di più quando si parla di un’opera così impattante. Questo territorio è il nostro territorio, il territorio di tutti: per questo dobbiamo essere presenti. Non lo diciamo da oggi che questa Tav non ci piace: a breve invierò al Ministero una richiesta di riflessione. Secondo me vale la pena metterci anche cinque minuti in più per arrivare a Verona, ma risparmiando così cinque miliardi di euro». Annunciato qualche settimana fa, anche l’osservatorio sulle grandi infrastrutture è ormai ai blocchi di partenza.

I DETTAGLI: funzionerà come «organo di supporto tecnico», si occuperà di supportare i cittadini nella «fase espropriativa», controllerà che siano rispettate le prescrizioni, terrà aggiornato sia il consiglio che i cittadini. Sarà composto dal sindaco, da tre consiglieri (due di maggioranza e uno di minoranza), da rappresentanti dei futuri espropriati, da esperti in materie agricole, procedure giuridiche e grandi opere, da rappresentanti degli agricoltori.

Polemiche roventi in consiglio. L’ex assessore Maurizio Maffi accusa la giunta di aver fatto un semplice «copia e incolla»: «Avete preso la delibera sull’osservatorio per le grandi opere del Comune di Chiari, del 2004, e l’avete utilizzata pari pari, tra l’altro dimenticando pure l’aggettivo clarense. Desenzano avrebbe potuto esprimere qualcosa di più, così si manca di rispetto al consiglio, ai cittadini e alle associazioni». Il centrosinistra avrebbe voluto presentare due emendamenti sui componenti dell’osservatorio: la parità di consiglieri (due di maggioranza e due di opposizione) e la presenza del Consorzio Lugana e del Comitato Parco Colline Moreniche.

Non sono stati nemmeno discussi perché presentati in ritardo, così ha deciso il presidente Rino Polloni, ma il sindaco a posteriori non esclude che «qualche suggerimento possa essere accolto». Nessuna novità invece sul ricorso al Tar presentato dal Comune di Desenzano insieme ad altri sei municipi, bresciani, mantovani e veronesi. Si attende ancora la sentenza, anche se l’esito ormai sembra scontato (in negativo).

Alessandro Gatta
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