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05.12.2018

L’appello del papà
di Kevin:
«Ridateci Leo»

Kevin Zeni insieme a Leo: il cane era sparito il 26 ottobre scorso
Kevin Zeni insieme a Leo: il cane era sparito il 26 ottobre scorso

«Kevin non tornerà, ma ridateci il nostro Leo». Tocca forte il cuore l’appello del papà di Kevin Zeni, il ragazzo di Rivoltella morto a 19 anni per un terribile incidente stradale in motorino, salutato da una folla di mille persone al funerale nella chiesa di San Michele Arcangelo. Leo era il cane di Kevin, un cucciolone di pastore tedesco al quale il ragazzo era affezionatissimo. Pochi giorni prima della disgrazia, Leo era scomparso: forse si era perso, o qualcuno se ne è impadronito. Nei suoi ultimi giorni di vita, Kevin non pensava ad altro. Pare anche che la sera dell’incidente, sulla strada che da Solferino torna verso Lonato e da lì Desenzano, fosse in sella al suo scooter proprio per cercare il cane. Poi lo schianto e l’addio a Kevin. MA LEO DOVE È FINITO? Sarebbe un grande gesto restituirlo alla famiglia. «Sono il papà di Kevin - scrive nel suo appello Omar Zeni, titolare con la moglie Samanta Gusmerotti del Bar Centro di Rivoltella - e quello che tiene in braccio nella foto è il nostro Leo, scomparso il 26 ottobre. Questo messaggio vuole arrivare alla persona che si sta prendendo cura di Leo, perché qualcuno ce l’ha in casa, visto che di incidenti non ce ne sono stati, e che nessuno di quelli che lavorano in campagna (e ne conosco tanti) ha più visto il nostro cane. Mi domando perché non lo abbiano portato al canile: altrimenti che mi chiamino, che ci mettiamo d’accordo. Perché per Kevin non c’è rimedio, mentre per Leo sì». LA FOTO di Kevin sorridente che abbraccia felice il suo cane ha fatto il giro della rete: uno degli ultimi momenti di gioia per un giovane strappato troppo presto alla vita. Al suo funerale c’erano quasi mille persone e a centinaia hanno poi scritto ai familiari per esprimere cordoglio e vicinanza. Tra questi anche il sindaco e tutto il consiglio comunale, che l’ha voluto ricordare con un minuto di silenzio. Poi la Pro e la Sporting Desenzano, in silenzio sui campi da gioco per ricordarlo l’ultima volta, e il Milan Club Desenzano che ha esposto uno striscione a San Siro, i compagni di scuola del Dandolo di Lonato, i compagni del fratello Jonathan delle scuole medie Catullo. Una commovente dimostrazione d’affetto, come ha scritto mamma Samanta su Facebook: «Sapevamo di avere un figlio speciale, ma non sapevamo quanto lo fosse. Vorrei abbracciare tutti quanti, chiunque in qualche modo ci ha fatto sentire il suo affetto e il suo calore». •

Alessandro Gatta
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