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10.07.2018

La Comunità montana insiste: «Pronti a cacciare il cinghiale»

L’anno scorso sull’alto Garda sono stati abbattuti 97 cinghiali
L’anno scorso sull’alto Garda sono stati abbattuti 97 cinghiali

Tra i non addetti ai lavori dei nove Comuni del Parco, ovvero Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine, Limone, Valvestino e Magasa ha destato perplessità la recente suddivisione della Giunta lombarda del territorio agro-silvopastorale regionale in aree idonee e aree non idonee alla presenza del cinghiale. Stiamo parlando di un documento molto atteso nel quale la fascia del Parco è stata inserita nella zona «idonea» alla presenza del cinghiale. «Ma come - è la domanda di molti - qui da noi i danni dei cinghiali aumentano a dismisura e si legifera dichiarando l’alto Garda idoneo alla presenza del cinghiale?». Detto così in effetti la considerazione non fa una piega e in proposito, proprio per fare chiarezza, interviene sulla questione il presidente della Comunità Montana e sindaco di Valvestino Davide Pace. «In effetti l’affermazione può prestare il fianco a errate interpretazioni ma proprio per agevolare la soluzione del problema cinghiali, le aree sono state individuate in sinergia con le associazioni del territorio nello specifico quello del Parco che tiene conto delle disposizioni degli Enti gestori di aree protette Siti Natura 2000. A noi - continua - interessava più che la definizione di area, il modo nel quale si potesse attuare la gestione della specie che nelle aree idonee può essere esercitata mediante prelievo venatorio e controllo (con la braccata e la girata) a differenza delle aree non idonee con il solo controllo e prelievo venatorio di selezione». In questi primi mesi dell’anno poi, la presenza sempre più frequente dei cinghiali anche nelle zone basse del parco in prossimità delle abitazioni, è dovuta alla mancanza degli interventi effettuati in passato dagli operatori della Polizia Provinciale affiancati dai cacciatori abilitati, operazioni ora sospese a causa dell’inchiesta in atto su presunte illegalità dei piani di contenimento. Dati alla mano nel 2017 sono stati 97 i capi abbattuti in prossimità di fondi agricoli o abitazioni, quest’anno zero. «Per questo motivo - anticipa il presidente Davide Pace - sto portando avanti una proposta insieme all’ente comprensoriale C8 per effettuare interventi di caccia più regolari anche nella fascia bassa del Parco dal primo aprile al 30 settembre, prima dell’inizio della stagione di caccia al cinghiale con il metodo della braccata. In questo modo si potrebbe aiutare a contenere i danni vicino alle abitazioni». «Si tratta di una formula prevista nelle linee guida regionali per gestire il problema nelle zone idonee - precisa Pace - e come detto, a noi interessa avere a disposizione i maggiori elementi di pressione per arginare il fenomeno. Se la risposta sarà positiva – conclude – in questi mesi metteremo a punto gli interventi e da gennaio si inizierà a lavorare in questo senso». Ma il quadro normativo e complesso e incerto anche alla luce dei nuovi ricorsi degli animalisti . • A.

L.S.
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