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23.02.2017

«La Tav del
Garda sarà pronta
in 36 mesi»

Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro intervenuto a Verona
Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro intervenuto a Verona

L’Alta velocità ferroviaria accelera anzi, sfreccia. Smentendo le stesse previsioni dell’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Michele Mario Elia, che prima dell’avvento di Renato Mazzoncini aveva fissato in 87 mesi il tempo necessario ad allestire la tratta di Tav del Garda, ieri il sottosegretario del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Umberto Del Basso De Caro ha annunciato per la maxi opera infrastrutturale un’«agenda» strettissima e per certi versi sorprendente, alla luce dei ritocchi al progetto originale auspicati dal Consiglio nazionale dei lavori pubblici, che pur dando il via libera all’operazione ha sottolineato la necessità di rivedere numerose soluzioni tecniche.

MA SECONDO il rappresentante del Governo, la Brescia-Verona sarebbe ormai allo sprint decisivo: la settimana prossima il Cipe dovrebbe dare il via libera al progetto esecutivo e «quindi si potrà andare in gara e realizzare l’opera in 36 mesi», ha detto in modo chiaro il sottosegretario in occasione del taglio del nastro del Samoter. I cantieri del supertreno Gardesano insomma andrebbero più veloce di quelli della tratta Brescia-Treviglio che hanno richiesto 48 mesi di lavoro.

UN ITINERARIO che, a differenza dei binari che collegheranno la nostra città a Verona, presentavano un solo tratto in galleria a Lovernato di Ospitaletto.

L’accelerata alla Tav non è stata svelata per caso al salone internazionale delle macchine movimento terra, da cantiere e per l’edilizia promosso a Verona in contemporanea ad Asphaltica, rassegna delle tecnologie e soluzioni per pavimentazioni stradali, sicurezza e infrastrutture viarie, e a Transpotec Logitec, la manifestazione su trasporto e logistica di Fiera Milano.

Il «mantra» di politici, manager e imprenditori intervenuti al varo delle prestigiose vetrine è stato proprio quello della necessità di sbloccare le opere pubbliche in fase di stallo.

«IL NODO DELLE OPERE pubbliche è strategico per il settore costruzioni - ha ammesso Umberto Del Basso De Caro -: in chiave di ripresa vale tre punti di Prodotto interno lordo, cioè 25 miliardi.Per rimetterle in moto serve la piena operatività del Codice degli appalti, che è ancora interessato da interventi da apportare, sul decreto attuativo pendono 245 modifiche proposte da operatori e associazioni di categoria. Inoltre, occorre riuscire a mandare a gara i progetti definitivi e non solo gli esecutivi, di cui gli enti locali sono sprovvisti». Ma la Tav, al netto delle proteste e delle polemiche che stanno mobilitando anche i produttori di Lugana preoccupati delle ricadute sulle produzioni di eccellenza, si candida già secondo l’esponente del Governo a diventare la locomotiva della ripresa.R.PR.

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