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11.12.2017

Assalto nella villa
di un imprenditore
Panico a Lonato

Il cancello della tenuta finita nel mirino della banda di rapinatori entrati in azione l’altra notte a Castel Venzago di Lonato
Il cancello della tenuta finita nel mirino della banda di rapinatori entrati in azione l’altra notte a Castel Venzago di Lonato

L’incubo delle rapine in villa torna ad allungarsi sul territorio del Garda. L’assalto compiuto l’altra notte nella tenuta di Tomas Federico Rink, facoltoso imprenditore brianzolo residente a Castel Venzago a Lonato, ricorda da vicino i colpi compiuti alla fine degli anni Novanta quando in provincia imperversarono bande di criminali dell’Est.

LA SCELTA dell’obiettivo, una dimora in aperta campagna in località Bottino Basso, le modalità dell’assalto, compiuto con l’efficienza di un commando, e l’ingente valore della refurtiva fanno ritenere che ad agire sia stata una banda di professionisti capace di mettere a fuoco a tavolino ogni dettaglio dell’ assalto. Il raid è scattato attorno all’una: tre individui con il volo coperto da un passamontagna sono riusciti ad entrare nel parco della villa circondata da un muro di cinta apparentemente invalicabile e protetta da un cancello blindato. Con ogni probabilità hanno narcotizzato la coppia di cani dobermann ritrovata all’alba di ieri che vagava intorpidita attorno alle voliere del parco. I rapinatori sono riusciti anche a neutralizzare il sistema d’allarme oscurando le telecamere puntate ad ogni varco della tenuta dove si trovano due laghetti artificiali, una piscina e un campo da golf. La banda si è poi diretta verso la foresteria della dimora occupata dalla coppia di domestici filippini al servizio della famiglia dell’ imprenditore. Quindi hanno bussato alla porta e quando uno dei dipendenti asiatici ha aperto hanno fatto irruzione nella dependance. Minacciando i domestici con un attrezzo, si sono fatti accompagnare fino alla villa costringendo i filippini a usare il bage per aprire la porta: al momento della rapina in casa c’era solo Maria Laura Leati, la moglie dell’imprenditore.

IMPUGNANDO le mazze da golf razziate nel capanno, hanno costretto la proprietaria ad aprire la cassaforte da dove hanno prelevato gioielli, orologi da collezione, cronografi griffati e denaro contanti per un valore complessivo di 200 mila euro. Le vittime della rapina hanno raccontato ai carabinieri che i banditi erano determinati e hanno mantenuto una freddezza glaciale. Hanno ripetuto come un mantra ai domestici e alla padrona di casa «di stare calmi. Vogliamo soldi e gioielli e poi ce ne andiamo». Il loro italiano stentato fa ritenere agli inquirenti che fossero stranieri dell’est Europa. Il blitz è durato meno di un quarto d’ora, un lasso di tempo interminabile per le vittime che non hanno subito alcun tipo di violenza. I criminali sono poi fuggiti passando dal lato posteriore del parco che guarda la campagna. Sulla rapina indagano i carabinieri del nucleo investigativo di Desenzano: le immagini girate dalla videosorveglianza della villa sono al vaglio dei militari, ma come detto il sistema è stato oscurato dai banditi. La speranza è che la rete di telecamere presenti della zona offra indizi utili.

Valerio Morabito
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