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25.10.2017

Il «cubo» nella Rocca al via fra le proteste

Nel disegno il nuovo «padiglione» fisso da costruire nella Rocca
Nel disegno il nuovo «padiglione» fisso da costruire nella Rocca

Mentre nella monumentale Rocca visconteo-veneta è stato avviato lo smontaggio del grande tendone bianco collocato nel 2006 per ospitare eventi culturali e matrimoni, si avvicina la costruzione del nuovo «cubo di vetro», il padiglione fisso che sostituirà il tendone all’interno delle mura della fortezza.

La giunta comunale ha deliberato la convenzione urbanistica e l’inaugurazione del «cubo», è prevista per primavera, in occasione della manifestazione di giardinaggio «Fiori nella Rocca».

LA STRUTTURA sarà in metallo, legno lamellare e vetro, con un tetto in erba per ridurre l’impatto visivo, su progetto dell’architetto lonatese Nicole Bonini. Non sarà dotata di fondazioni estese , ma si ergerà su micropalificazioni. Questo vuol dire che, pur non essendo una struttura precaria, si potrà in futuro rimuovere. La Soprintendenza ha già dato la sua approvazione, ma saranno necessarie verifiche archeologiche.

La Fondazione Ugo da Como, proprietaria del sito, individua nel nuovo padiglione uno strumento indispensabile per garantire «la sopravvivenza e la gestione e la tutela del proprio patrimonio».

L’accordo tra Comune e Fondazione chiarisce che «la nuova struttura garantirà l’implementazione di attività culturali a tutti e due gli enti: «Siamo favorevoli - spiega il sindaco Roberto Tardani - perché è un progetto che va a beneficio dell’intera comunità lonatese: il Comune avrà a disposizione venti date per l’utilizzo gratuito di questa location, con la possibilità di proporre mostre ed altri eventi culturali di qualità . Riconosciamo il ruolo determinante della Fondazione anche per lo sviluppo turistico»..

UN GRUPPO di cittadini contrario all’operazione ha però dato vita a una petizione popolare in merito ai pareri formulati della Soprintendenza su questo e altri progetti.

«Vogliamo esprimere disappunto, sconcerto e delusione - sottolinea Danilo Zeni, uno dei promotori - circa l’operato della Soprintendenza. Ci riferiamo a pareri favorevoli concessi per progetti di pura speculazione, quali il mega-albergo al Lido, le costruzioni nella piana di Maguzzano e ora per il cubo in Rocca. Diversamente lo stesso ente mantiene vincoli rigidi su altri ambiti come il recupero di edifici storici, fra cui palazzo Carpaneda, e sull’installazione di pannelli solari, anche in zone periferiche prive di pregio storico».

Roberto Darra
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