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10.02.2018

Il mitico «Folzone» se ne va Trasloca la trattoria del cuore

L’incofondibile sagoma della trattoria Folzone: via dopo Pasqua
L’incofondibile sagoma della trattoria Folzone: via dopo Pasqua

Alessandro Gatta Occhi lucidi, fazzoletti e singhiozzi: il Folzone di Lonato saluta e se ne va. Però non è un addio, ma solo un arrivederci. La storica trattoria sulla strada che porta a Desenzano presto chiuderà i battenti (dopo Pasqua) per trasferirsi a pochi chilometri, in località Trivellino (sempre a Lonato, sulla strada per Montichiari) in una location altrettanto storica, lo stabile dove fino a 40 anni fa trovava posto la locanda Trivellino. UNA SCELTA SOFFERTA, spiega il titolare del Folzone, Stefano Molinari, ma inevitabile non avendo trovato un accordo con l’attuale proprietà (era in affitto): dopo 24 anni consecutivi una storia che finisce. Quello che succederà in via Folzone non si sa, forse un pub oppure chissà: di certo il nome se ne andrà con Molinari, che lo trasferirà al Trivellino dove già sta pensando ai dehor estivi e a un piano superiore con qualche camera per dormire. Un pezzo di storia del paese e non solo: da anni arrivano camionisti da tutta Italia per gustare la cucina del Folzone (semplice e di qualità, resa leggendaria dai «carrelli» degli arrosti e dei bolliti), ma le prime tracce scritte di una locanda risalgono addirittura al 1706 nei documenti della Serenissima, e si dice che i primi viandanti venissero accolti già dall’anno Mille. Perfino Garibaldi apprezzò. Molinari è figlio d’arte, classe 1971 e in pista a Lonato dal 1994: la famiglia ancora gestisce l’osteria L’Avanguardia di Solferino. Ma anche dopo il trasloco gli appassionati stiano tranquilli: i cavalli di battaglia del Folzone verranno riproposti nella nuova sede, dal carrello dei bolliti alla pasta ripiena. Certo, non sarà più lo stesso Folzone, ma non è la fine: «Me ne vado a malincuore - spiega Molinari - perché il Folzone l’ho cresciuto come un figlio. Ma come dico ai tanti che passano, ripartiamo lungo una strada altrettanto importante». •

Alessandro Gatta
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