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23.01.2018

Il via da Lonato e Desenzano I sindaci: «Tanti dubbi irrisolti»

Il primo lotto costruttivo della Tav Brescia-Verona sarà la galleria a doppia canna tra Lonato e Desenzano, 7,3 chilometri di lunghezza dalla località Salera per sbucare poco prima del Lavagnone. Eppure i due sindaci, come tutti gli altri sindaci del resto, il progetto definitivo non lo hanno ancora visto: il piano dettagliato degli espropri, programma dei lavori e misure delle aree dei cantieri, accoglimento o meno di tutte le richieste di mitigazione presentate in conferenza di servizi. Accolte? Non si sa. A LONATO, per esempio, il sindaco Roberto Tardani non è ancora in grado di confermare se il gigantesco elettrodotto che attraverserà il territorio sia stato interrato, come il Comune aveva formalmente richiesto con apposita osservazione, o se sarà a cielo aperto, come era previsto nel progetto originario. «La soluzione adottata dai progettisti per l’elettrodotto sarà la prima cosa che andrò a vedere quando mi daranno il progetto definitivo - spiega infatti il sindaco Tardani -. La notizia del via libera della Corte dei Conti era nell’aria, circolava già nel fine settimana, e il mio pensiero è stato “finalmente vedremo il progetto e potremmo illustrarlo alla popolazione“. Ma anche altri aspetti al momento sono sconosciuti: quanti espropri e dove di preciso, come sarà fatto il grande cantiere logistico previsto a Campagna - prosegue Tardani -, come si intende modificare la viabilità interna in presenza dei cantieri, ma anche esterna a ridosso della tangenziale». A DESENZANO, dove il Comune è fra l’altro impegnato in un ricorso al Consiglio di Stato contro la dichiarazione di conformità ambientale dell’opera, ci sono le stesse perplessità: «Abbiamo già previsto - spiegano il sindaco Guido Malinverno e il presidente del Consiglio comunale Rino Polloni - di attivare in Comune un nostro “osservatorio grandi opere“, per assistere i nostri cittadini nelle pratiche di esproprio, che prevediamo saranno circa 115, e per governare tutti i possibili disagi che un cantiere di quelle dimensioni inevitabilmente comporterà. Ma ad oggi, senza avere in mano il progetto esecutivo, siamo bloccati. Adesso chiediamo trasparenza: ci servono informazioni dettagliate al più presto possibile, per averle noi e per darle ai cittadini». Lo ha riconosciuto pochi giorni fa anche l’amministratore delegato delle Ferrovie, Renato Mazzoncini: «I Comuni vogliono avere informazioni di dettaglio, i metri quadri, i tempi. Hanno ragione. Abbiamo sollecitato CepavDue per dare ai sindaci tutte le informazioni possibili». • Ha collaborato Roberto Darra

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