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27.01.2018

L’appello alla giunta «Cercasi alternativa al cubo nella Rocca»

«Cerchiamo alternative!». I consiglieri comunali di minoranza Daniela Carassai, Andrea Locantore, Rossella Magazza, Paola Perini e Flavio Simbeni tornano a ribadire in modo collegiale il no al cubo nella Rocca. UNA CONTRARIETÀ sostenuta anche da associazioni ed enti come Legambiente e Italia Nostra e dall’Istituto Italiano dei Castelli, che con la dottoressa Giusi Villari ha sottolineato come «l’intervento rischi di snaturare le caratteristiche di un sito importantissimo. È impensabile che si costruisca un padiglione in vetro e acciaio con caratteristiche formali e tecniche inadeguate al contesto e in una zona storicamente adibita a piazza d’armi in cui sono documentati ambienti sotterranei». I consiglieri si dichiarano consapevoli delle ragioni economiche che spingono la Fondazione Ugo da Como, proprietaria della Rocca, a cercare entrate e non mettono in dubbio la valenza culturale della Fondazione stessa, ma chiedono di trovare possibili soluzioni alternative che non «offendano il monumento». Le minoranze si dicono infine sconcertate per il permesso accordato «a tempo di record» dalla Soprintendenza per la costruzione. Dito puntato anche contro l’Amministrazione, che prima ha destinato la struttura «a eventi culturali per accelerare i tempi della costruzione e quindi ha adottato una variante al Pgt per trasformarlo in un ristorante da 250 posti ad uso privato». «A oggi non sono ancora iniziati i lavori: la Fondazione Ugo Da Como sta forse avendo un ripensamento?». Il sindaco Roberto Tardani si è sempre espresso pubblicamente a favore della struttura, «perché a beneficio dell’intera comunità lonatese». Il Comune in base alla convenzione avrà a disposizione 20 date per l’utilizzo gratuito del cubo. • R.DAR. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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