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20.10.2017

«Mi voleva
ammazzare, mi
sono lanciata»

L’episodio di violenza è stato denunciato ai carabinieri di Lonato
L’episodio di violenza è stato denunciato ai carabinieri di Lonato

Ha chiesto di parlare, ha voluto raccontare la sua storia, perchè adesso si sente sola e ha paura, perchè quello che le è successo sembra un film del terrore. Ma è accaduto nella realtà, in una notte d’estate a Lonato.

Nella sua storia c’è la follia di un amore malato, c’è un uomo allucinato dalla cocaina, c’è la fragilità di una donna davanti a un uomo con un coltello. C’è un balzo dal secondo piano, una fuga a piedi con le gambe rotte, un referto medico, una denuncia ai carabinieri.

A RACCONTARE è una giovane donna di origine romena, da molti anni nel basso Garda. Ha 28 anni, è piccola, ora zoppica. Ma quella notte ha tirato fuori il coraggio di lanciarsi da una finestra, nel vuoto, per non lasciarsi ammazzare.

I fatti sono già esposti nella denuncia presentata alla stazione dei carabinieri di Lonato, il 18 agosto.

Ai militari ha riferito che da tempo frequentava un uomo, un imprenditore della bassa bresciana: «In aprile abbiamo cominciato a frequentarci assiduamente- ha raccontato ai carabinieri - intrattenendo una relazione sentimentale. Mi ha proposto di lavorare per lui, mi faceva regali». Ma a volte diventava strano: la gelosia era un’ossessione, aggravata dagli stupefacenti».

«Io non ho mai provato la cocaina in vita mia - racconta la vittima-. Per lui invece era un problema: gli faceva vedere cose che non esistono».

Quella notte l’ossessione è diventata qualcosa di maledettamente pericoloso. «Eravamo a casa, io stavo dormendo. Lui si è alzato di soprassalto, “gridava chi c’è?“. Era convinto che ci fosse un altro uomo, cercava sotto i letti, persino sotto il tappeto. È andato in cucina ed è tornato con un coltello, il più grosso che avevo in casa. Gridava “vi ammazzo tutti e due“. Ho aperto la finestra e mi sono lanciata dal secondo piano».

Lei si è fratturata entrambi i calcagni, lo dice il referto medico del pronto soccorso di Desenzano. Gesso, tutore, prognosi di 120 giorni, ma poteva andare peggio dopo un volo di 4 metri.

E LA DENUNCIA? I carabinieri hanno voluto risentirla su delega del Pm, segno che la vicenda è stata iscritta nel fascicolo delle indagini preliminari. Sarà l’autorità giudiziaria ad elevare un’imputazione: minacce a mano armata, lesioni gravissime, maltrattamenti, più difficilmente tentato omicidio, si vedrà.

Intanto con quel «fidanzato» non si sono più sentiti. «Ma mi hanno detto che lo hanno visto vicino a casa mia - racconta la giovane -. Quella notte avrebbe potuto uccidermi. Ho ancora paura».

Valentino Rodolfi
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