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30.01.2019

No Tav in piazza: «Stop alle aree di cantiere»

Gli attivisti No Tav in piazza a Lonato, ieri sera, davanti al municipio
Gli attivisti No Tav in piazza a Lonato, ieri sera, davanti al municipio

Piazza blindata ieri sera a Lonato, presidiata dalle forze dell’ordine tra cori e striscioni No Tav, dopo il caso del «Daspo» a 13 attivisti della settimana scorsa. In consiglio Comunale il dibattito s’infiamma, quando si discute della revoca (su proposta delle minoranze) della delibera sulle aree di cantiere per l’alta velocità alle cave ex Vezzola. Con tanto di botta e risposta tra il sindaco Roberto Tardani e gli attivisti No Tav che nel frattempo hanno raggiunto l’aula. In piazza gli attivisti si sono presentati in di 60, a rilanciare il presidio come «la prima risposta a tutto quello che è successo, all’arroganza dei Daspo per zittire il dissenso, in sfregio alla Costituzione che garantisce l’agibilità democratica». Al settimo punto in Consiglio si parla dell’area di cantiere Tav: i consiglieri di minoranza Daniela Carassai, Rossella Magazza, Paola Perini, Andrea Locantore e Flavio Simbeni chiedono la revoca della delibera del 18 luglio, che ha concesso l’impiego delle ex cave per l’insediamento temporaneo dei cantieri. «Revoca necessaria - secondo l’opposizione - a tutela del Comune e della salute dei cittadini, a seguito delle notizie del sequestro penale di un’area di oltre 18mila metri quadrati». Proposta bocciata dalla maggioranza: «Cepav non ci ha chiesto di dismettere nulla - ha detto il consigliere Oscar Papa - e dunque non c’è motivo per revocare il provvedimento. Siamo pienamente convinti della nostra scelta, che ha permesso di evitare i cantieri in prossimità del Lavagnone e in località Campagna». Alla fine qualche protesta in aula, ma nessun incidente. •

A.GAT.
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