CHIUDI
CHIUDI

05.02.2019

Non ci sono più i sigilli sulla discarica Traversino «L’area è dissequestrata»

Il cancello della discarica del Traversino: non ci sono più i sigilli
Il cancello della discarica del Traversino: non ci sono più i sigilli

Non ci sono più i «sigilli» sul cancello della discarica del Traversino a Lonato, l’area classificata dalla Regione Lombardia come sito contaminato che il 27 novembre, su disposizione della Procura della Repubblica di Brescia, era stata sottoposta a «sequestro probatorio» e a una serie di scavi e carotaggi coordinati dai carabinieri della Forestale con l’ausilio di mezzi dei Vigili del fuoco. Stessa sorte, un dissequestro secondo i primi riscontri, anche per l’area di 18.500 metri quadri situata nella zona del laghetto della ex cava Vezzola. L’AREA della ex cava, destinata ad accogliere i cantieri logistici e lo stoccaggio intermedio degli scavi per la Tav, tra settembre e ottobre era stata sottoposta a sequestro penale, nell’ambito di un’inchiesta su un presunto reato di discarica abusiva: secondo fonti dell’Amministrazione comunale di Lonato, anche per i futuri cantieri della Tav, oltre che per il Traversino, sarebbe stato disposto il dissequestro. La notizia per il momento non riceve conferme, ma nemmeno smentite, da parte dell’autorità giudiziaria: ad oggi non è stato possibile ricevere aggiornamenti dalla Procura. Di evidente c’è il riscontro visivo dell’assenza dei «sigilli» sui terreni che erano stati posti sotto sequestro, oltre al fatto che diversi esponenti dell’amministrazione comunale si dicono sicuri, e riferiscono a Bresciaoggi, che il dissequestro sia già cosa fatta. Per sapere se questo significhi la fine dell’inchiesta e dei rilievi a carico dei proprietari, bisogna attendere che si pronunci eventualmente la Procura. MA INTANTO c’è dell’altro. Dalle discussioni che in questi giorni si susseguono a Lonato (di queste aree si era parlato anche, e non senza tensioni, nell’ultima seduta del Consiglio comunale la scorsa settimana) la Giunta comunale fa emergere un dato abbastanza sorprendente: il consorzio Cepav Due, incaricato da Rfi di allestire i cantieri della Tav, non ha mai formalmente ritirato le autorizzazioni comunali per allestire i previsti cantieri sull’ex cava Vezzola. Ci si chiede il perchè. Vero è anche, del resto, che la Tav non ha ancora ricevuto semaforo verde dal governo, e che ad oggi questo «via libera» non sembra imminente.

V.R.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1