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21.02.2019

Ospedale che
chiude, l’allarme
dei sindaci

L’ospedale Villa dei Colli di Lonato: è destinato alla chiusura
L’ospedale Villa dei Colli di Lonato: è destinato alla chiusura

Maria Lisa Piaterra Nicola Alberti Il futuro ormai «segnato» dell’ospedale Villa dei colli di Lonato è al centro dell’attenzione anche negli altri Comuni della zona, da cui provengono numerosi pazienti della struttura pubblica, punto di riferimento per le cure riabilitative e la neuropsichiatria. Dopo le anticipazioni sulla inevitabile chiusura a causa degli elevati costi (circa 24 milioni di euro) per la certificazione antisismica, l’incertezza è sul futuro dei servizi. Finora l’unica nota certa è che Asst Garda ha presentato alla Regione una proposta per trasferire il settore delle degenze a Leno (oggi Lonato ha 44 posti letto fra riabilitazione ortopedica e neurologica), mantenendo invece i servizi ambulatoriali in una struttura nuova, da realizzare a Lonato coi proventi della vendita dell’attuale ospedale. A LONATO, in realtà, il territorio non resterà completamente privo di servizi di riabilitazione: li offre per esempio la Fondazione Madonna del Corlo, struttura convenzionata molto apprezzata. Ma ci sono due problemi. In primis il Corlo non ha la neuropsichiatria infantile. Inoltre difficilmente potrà assorbire, oltre ai propri, anche i «volumi» di utenza di Villa dei Colli. A Desenzano c’è chi propone l’utilizzo dell’ospedale Laudato Sì di Rivoltella, ampiamente inutilizzato, ma su quello i progetti sono altri. Preoccupati i sindaci dei Comuni vicini. «Non ne sapevo nulla prima di apprendere la notizia dai giornali - commenta Giovanni Cottini, sindaco di Bedizzole -. È una situazione spiacevole anche per i miei cittadini, molti dei quali hanno usufruito dei servizi di quella struttura. Speriamo in una soluzione per non perdere servizi fondamentali per il territorio». IL VICESINDACO di Sirmione, Luisa Lavelli, riporta le stesse preoccupazioni: «Qualsiasi soluzione verrà adottata - ha dichiarato - è fondamentale che sia garantito il livello attuale dei servizi per i nostri cittadini, senza creare disagi di alcun tipo. La struttura è l’unica di questo genere sul territorio e pertanto è fondamentale conservarla». A Desenzano c’è anche una polemica tra amministrazione e opposizione. Sul tema c’è stata un’interrogazione dei consiglieri comunali del Pd, Rosa Leso e Maurizio Maffi, che chiedono al sindaco, Guido Malinverno «quali azioni intendono intraprendere con Regione Lombardia e Asst per garantire la permanenza sul territorio dei servizi ambulatoriali essenziali e, se ritengono opportuno suggerire un contatto con la struttura Laudato Sì di Rivoltella al fine di valutare una possibile convenzione». Il sindaco però non ha gradito queste sollecitazioni. «Appena appresa la notizia dai giornali - ha spiegato - mi sono subito messo in contatto con la direzione di Asst per avere dettagli ed esprimere la mia completa disponibilità. Ci auguriamo che tutto venga risolto, trattandosi di un servizio molto importante per il territorio. Ma non ritengo corretto - ha aggiunto - che i consiglieri di opposizione utilizzino questo pretesto per innescare una polemica: non siamo certo noi a poter decidere per l’Asst quale soluzione vada adottata». •

Maria Lisa Piaterra Nicola Alberti
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