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10.01.2018

Ruspe sulla storia, addio a palazzo Oliani

Le macchine demolitrici in pieno centro storico: per palazzo Oliani è giunta l’ora dell’abbattimentoScenario post-bellico all’ombra della Basilica: il centro di Lonato sembra uscito da un bombardamento
Le macchine demolitrici in pieno centro storico: per palazzo Oliani è giunta l’ora dell’abbattimentoScenario post-bellico all’ombra della Basilica: il centro di Lonato sembra uscito da un bombardamento

Roberto Darra Una folla di curiosi si è assembrata ieri nel centro storico di Lonato, tutti affacciati dietro le transenne che delimitano il cantiere su cui si muovono le ruspe intente a demolire quel che rimane dell’ex Palazzo Oliani. Accade nel pieno centro storico, anzi di più: nel cuore della cittadina, sul retro della Basilica che con la sua cupola è il simbolo visibile della vecchia Lonato. Anche palazzo Oliani, a suo modo, è un simbolo: l’antica dimora era da anni ridotta ormai a un rudere. Andati storti tutti i tentativi di trovare qualcuno che investisse nel suo recupero, è arrivo il tempo dell’addio. QUESTO SCORCIO di centro storico ieri sembrava reduce da un bombardamento: le fotografie del palazzo distrutto sono più eloquenti di mille parole. Un colpo d’occhio triste, amaro. Un finale inevitabile e annunciato: la raffigurazione più cruda della crisi dei centri storici, un fenomeno che non riguarda solo Lonato, ma che qui negli ultimi anni ha lasciato diverse ferite aperte. Per consentire le operazioni in massima sicurezza, sono state chiuse al traffico un tratto delle vie Repubblica e Barzoni: resteranno chiuse per alcuni giorni, quanti si vedrà, fino alla definitiva messa in sicurezza. L’edificio, privo oramai del tetto, ogni tanto registrava al suo interno ripetuti crolli. L’ultimo si era verificato nella notte di Halloween del 2016, quasi un anno e mezzo fa, quando i calcinacci del cornicione avevano colpito un’auto parcheggiata sotto le mura. Il sindaco Roberto Tardani aveva disposto la transennatura dell’intera zona compresa la chiusura totale per i pedoni di vicolo Restelli, il breve passaggio che collega la piazza del Municipio con via Repubblica. La vicenda è annosa. L’ex Palazzo Oliani, settecentesca dimora in totale rovina dopo essere rimasto coinvolto come Palazzo Carpaneda in una procedura fallimentare, era stato acquistato da una società immobiliare. PER L’ALTRO PALAZZO storico da «salvare», il Carpaneda, il problema non è un immediato rischio di crolli, ma invece un «collo di bottiglia» burocratico che impedisce di trovare un compratore. Ancora nulla di fatto, nonostante l’Amministrazione comunale abbia ripetutamente scritto alla Soprintendenza di allentare alcuni vincoli per poter facilitare la vendita all’asta, finora deserte. Un altro cantiere invece attivo in pieno centro storico e quello che porterà a nuova vita il palazzo ottocentesco che ospitava il bar centrale . Sarà ultimato nei prossimi mesi con parti residenziali e commerciali. Insomma una luce fra le ombre: sulle macerie di Palazzo Oliani arriva almeno questo primo segnale di ripartenza delle vie storiche. •

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