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31.01.2019

Scintille No Tav, il Comune «fa quadrato»

Il sit-in degli attivisti No Tav, martedì sera davanti al Comune
Il sit-in degli attivisti No Tav, martedì sera davanti al Comune

Era prevedibile che la protesta No Tav tornasse in municipio a Lonato: i 13 «Daspo» appioppati una decina di giorni fa, hanno attirato martedì sera 70 attivisti per un sit-in di protesta davanti al municipio, dove era in corso il Consiglio comunale. La seduta è stata brevemente sospesa un paio di volte, dopo l’ingresso di una trentina di No Tav nella sala consiliare. Solo un breve battibecco con il sindaco Roberto Tardani, ma senza incidenti. IL MOMENTO più caldo è stato alla fine, quando è stata respinta ai voti la richiesta di revocare la delibera del 18 luglio: è l’atto del Comune che ha concesso le ex cave Vezzola ai cantieri della Tav, per ospitare la logistica e lo stoccaggio delle terre di scavo del tunnel di 7 chilometri tra Lonato e Desenzano. La proposta di revoca, respinta dalla maggioranza, era stata avanzata dai cinque consiglieri di minoranza: «Una revoca necessaria - secondo le opposizioni - a tutela del Comune e della salute dei cittadini». Il riferimento è al sequestro penale di un’ampia porzione dell’area destinata ai cantieri Tav, 18.500 metri quadrati, sulla quale la Procura indaga per il reato di discarica abusiva. Per le minoranze è inaccettabile che il Comune preveda cantieri di quell’importanza su un’area sequestrata per presunti illeciti ambientali. L’Amministrazione sostiene invece che, d’altra parte, di alternative migliori non ne vede: i cantieri - questa la linea della Giunta - è meglio prevederli su una ex cava in disuso, piuttosto che a ridosso dell’abitato o su terre di maggior valore ambientale. «L’abbiamo autorizzato convinti di migliorare la proposta originale – ha spiegato il consigliere delegato ai lavori pubblici, Oscar Papa -. In precedenza ricordo che era previsto di fare i cantieri Tav a Campagna e al Lavagnone, dove avrebbero creato disagi e impatti ambientali molto maggiori. Sappiamo che c’è un’indagine, ma a noi nessuno ha chiesto nulla e non vediamo il motivo per revocare la delibera». Ai voti, questa linea è stata confermata. DA REGISTRARE infine lo scontro verbale sulla vicenda Daspo tra i No Tav e il sindaco Roberto Tardani: «Mi chiamate podestà, ma sappiate che il podestà a Lonato c’era anche nel 1400, e già allora dava i Daspo», ha detto agli attivisti. Al sindaco fra l’altro è giunto ieri un messaggio di pieno sostegno dai partiti della sua maggioranza: «Libertà e democrazia – scrivono Lega, Forza Lonato, Bocchio per Lonato e Noi con Lonato - sono parole che non appartengono ai facinorosi No Tav, che volevano impedire a Coldiretti di promuovere un convegno sulla Fiera». Era il 17 gennaio, lo ricordiamo: il giorno successivo sono stati notificati i 13 decreti di allontanamento. La replica: «Anche in Consiglio comunale - ribattono i No Tav - la maggioranza non solo ha mostrato totale disinteresse per il territorio, ma confermato un atteggiamento arrogante da sceriffi». •

Alessandro Gatta
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