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25.02.2018

Shopping con il robot, un lampo dal futuro

Singh Baljeet posa con l’intera famiglia nel selfie con l’automa Lo stupore di Crystal Ventri Pepper  conversa con i clienti Michel Dal Corso al «Leone» I «papà» del commesso-robot Lorenzo Pinelli insieme al papà Fabio «fraternizza» con l’umanoide
Singh Baljeet posa con l’intera famiglia nel selfie con l’automa Lo stupore di Crystal Ventri Pepper conversa con i clienti Michel Dal Corso al «Leone» I «papà» del commesso-robot Lorenzo Pinelli insieme al papà Fabio «fraternizza» con l’umanoide

Curiosità e stupore, le sensazioni inevitabili (e condivise) nel trovarsi di fronte al piccolo Pepper, il primo robot al mondo «addestrato» alla vendita di calze: non lavora dietro a un bancone, non funziona come un commesso. Ma analizza i gusti del cliente, consiglia, praticamente vende al dettaglio, o quasi: è il commesso 4.0. STUPORE per quella che oggi è una sorta di innovativa «attrazione»: questa l’impressione del pubblico, fantasticando su come sarà il futuro e con qualche inquietudine sull’avvenire del lavoro umano, sul destino dei commessi in carne e ossa, se non oggi fra qualche anno, quando queste tecnologie saranno ancora più raffinate e «competitive» con le risorse umane. Pepper è stato posizionato, al Leone di Lonato, di fianco alla «vending machine» del brand 1177 di Calze Ileana, azienda di Carpenedolo che si è fatta conoscere in Italia anche per i suoi distributori automatici, in cui le calze di vendono in lattina. TECNOLOGIA tedesca e giapponese, implementazione lombarda: la programmazione del Pepper di Lonato (che sarà al Leone anche oggi, fino alle 19) è stata curata dalla Softec di Milano, al servizio appunto di 1177, che vende prodotti made in Italy, o meglio made in Brescia. Un piccolo prodigio della tecnica: dotato di tre telecamere frontali, fin da subito riconosce il sesso del suo interlocutore. Educato, forse fin troppo: «Ciao, sono Pepper. Vuoi comprare delle calze?». Domande e risposte semplici, chiaro: da qui ai replicanti di Blade Runner la strada è ancora lunga. Ma il robottino (quasi) commesso guida il cliente nella scelta del prodotto, elegante o sportivo, calze corte o lunghe. Piace un sacco e incuriosisce tutti, di tutte le età, soprattutto i bambini. Tra i primi ad acquistare il piccolo Lorenzo, accompagnato dal papà Fabio Pinelli, 43 anni di Castelgoffredo: «Un’esperienza bellissima - spiega il papà -, una cosa fantastica. Credo che questo sia davvero il futuro, e nel futuro bisogna crederci. Basta guardare i nostri bambini, come ne vanno matti». Appassionati di tecnologia: «Simpatico e preciso, è qualcosa di rivoluzionario - racconta Michel Dal Corso, ingegnere gestionale di 27 anni di Lonato -. Basta chiedere, e lui ti spiega tutto. Mi sono fatto profilare, per capire i miei gusti, e poi lui da solo è arrivato alla conclusione. Potrebbe avere applicazioni infinite, basta un poco di immaginazione». Shopping addicted: «Mi affiderei sicuramente a lui per farmi guidare nell’acquisto - ammette Crystal Ventri, 20 anni di Carpenedolo -. Certo all’inizio non è facile parlare con un robot. Ma ci si abitua in fretta, anche questo fa parte della nostra evoluzione». Famiglie numerose: «Una bella sensazione, è la prima volta che parliamo con un robot - spiega Singh Baltjeet, 35 anni e di origini indiane, ma da tempo residente a Leno - ed è stata una cosa meravigliosa, speciale. La prima volta che lo vedo: davvero una buona cosa per il futuro». Ma chi è Pepper? Conosce 20 lingue, ha un’autonomia di 12 ore (ma basta un cavo per caricarlo), si muove su tre ruote e a richiesta è pure capace di ballare. «Le sue applicazioni sono praticamente infinite - ha detto Francesco Meani, ad di Softec che ha l’esclusiva per la distribuzione di Pepper in Italia e in Medio Oriente -: negli Emirati Arabi lo usano in banca, nella pubblica amministrazione, negli uffici governativi». «POSSIAMO DIRE che non sbaglia, e non si stanca mai - aggiunge Mattia Stabile, manager di Softec - e siamo in grado di programmarlo per tanti scenari diversi. Stiamo lavorando per il settore farmaceutico, per la logistica, pure per affiancarlo ai docenti in ambito di formazione aziendale». Ma un suo simile è stato perfino «licenziato» da un mall di Edimburgo: vendeva troppo poco: «Il suo basso rendimento era dovuto però a un difetto di programmazione - continua Stabile - e quindi per un errore umano». Il futuro è adesso: ma quale futuro sarà? «Non ruba il lavoro a nessuno, anzi da quando c’è Pepper abbiamo ricominciato ad assumere - sorride Fabio Bondioli, di Calze Ileana - Non sostituirà mai gli umani, sarà sempre e solo un supporto, un’attrazione, una mascotte». Un solo Pepper vale circa 30mila euro: nei prossimi anni, in Italia, ne sono attesi altri cinquanta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Gatta
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