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06.12.2018

Un altro «blitz» sulla discarica dei misteri

Il «cratere» del Traversino: 100 mila metri quadrati di una ex cava poi divenuta discarica abusivaMilitari e ruspe al lavoro sull’area sottoposta a sequestro probatorio
Il «cratere» del Traversino: 100 mila metri quadrati di una ex cava poi divenuta discarica abusivaMilitari e ruspe al lavoro sull’area sottoposta a sequestro probatorio

Valerio Morabito Valentino Rodolfi Proseguono i controlli dei carabinieri della Forestale, con i mezzi dei Vigili del fuoco e i tecnici dell’Arpa, sulla ex discarica del Traversino, al confine tra Lonato e Desenzano. Alle prime ore del mattino di ieri, due escavatori dei Vigili del fuoco di Brescia si sono messi all'opera per effettuare scavi e carotaggi, che dovranno rilevare il genere di rifiuti sepolti nell'area, sottoposta a sequestro probatorio il 27 novembre, come disposto dal pm Ambrogio Cassiani. IL SOPRALLUOGO delle forze dell'ordine si è concentrato ieri su una porzione dei 100 mila metri quadrati del Traversino, che è molto vasta e richiederà una serie di controlli. Altre tre grandi buche sono state scavate sotto l’occhio di due pattuglie dei carabinieri della forestale di Salò. La discarica, che è inserita nell’elenco ufficiale dei «Siti contaminati» della regione Lombardia, potrebbe contenere fino 430 mila metri cubi di materiali, possibilmente anche tossico-nocivi, me bisognerà attendere l’esito dei rilievi per dirlo con esattezza. LA VICENDA del resto risale agli anni ’80, quando la cava di ghiaia fu utilizzata come discarica abusiva. Seguirono procedimenti sanzionatori e fu attuata dalla Provincia una procedura di «messa in sicurezza», ma non si è mai fatta una bonifica vera e propria del sottosuolo, anche per la presenza di falda. L'obiettivo dei carotaggi in corso, a quanto si è appreso, è quindi non solo di accertare le tipologie di rifiuti interrati nel tempo, ma anche di verificare i profili di rischio di inquinamento della falda. Ricordiamo che tra settembre e ottobre altre due aree nelle vicinanze del Traversino, della stessa proprietà ma separate rispetto alla ex discarica, erano state sequestrate per una superficie di 18.500 metri quadrati. Aree, queste ultime, destinate ad accogliere i cantieri logistici e lo stoccaggio intermedio dei lavori della Tav: anche qui i Forestali avevano trovato rifiuti illecitamente interrati nella zona dell’ex cava Vezzola. «Il Traversino invece non fa parte, che io sappia, delle aree di interesse dei cantieri Tav - spiega il sindaco di Lonato, Roberto Tardani -. Quello che so è che si tratta di un sito contaminato per vicende che risalgono a quarant’anni fa: ho appreso dalla stampa dei sequestri e dei controlli in corso». •

Valerio Morabito Valentino Rodolfi
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