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27.09.2017

Un «cubo» nella Rocca, i dubbi del Pd

L’attuale tensostruttura che si trova all’interno della rocca
L’attuale tensostruttura che si trova all’interno della rocca

Il Pd non boccia il progetto di realizzare un «cubo» in vetro e acciaio nella Rocca in sostituzione dell’attuale tendone, a condizione però che non diventi un ristorante riservato soltanto alle cerimonie.

Il disegno è già stato approvato dalla commissione urbanistica e ha ricevuto il placet della Soprintendenza, che ha seguito da vicino l’intera progettazione. A breve approderà in Consiglio la convenzione tra municipio e Fondazione Ugo da Como per l’utilizzo pubblico.

«LA ROCCA non può diventare una sorta di wedding planner, un luogo per celebrare matrimoni. Certo non dimentichiamo che l’intera area del castello e la casa del Podestà sono proprietà private - sottolinea il segretario del Pd di Lonato Pierangelo Casella - e per la manutenzione, i restauri, gli studi e quant’altro la Fondazione ha bisogno di soldi.La scelta di affittare la Rocca per eventi privati nasce da questa esigenza». Insomma, la conservazione del patrimonio ha chiaramente un costo e servono soldi. Bisogna anche dire che grazie alle nuove norme sul lavoro la Fondazione ha stabilizzato con contratti a tempo indeterminato cinque addetti che collaborano in varia misura a mantenere vivo e in buono stato il maniero. «Non si potevano valutare altre soluzioni? - si domanda il Pd- Collocare all’esterno la struttura avrebbe fatto venir meno l’appeal della Rocca per manifestazioni private. Non farla del tutto nel giro di pochissimo tempo metterebbe in ginocchio la Fondazione. L’unica speranza sarebbe l’intervento del pubblico a sostegno della Fondazione. Ma siamo sicuri che sarebbe giusto spendere centinaia di migliaia di euro per questo scopo? All’estero è uso comune mantenere il patrimonio artistico grazie a fondi privati e introiti secondari: questa la strada da seguire. Resta invece il nodo politico. La giunta si è ben guardata dal condividere il percorso che ha portato a questa scelta».

Roberto Darra
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