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17.02.2019

«Villa dei Colli non si deve chiudere»

L’ospedale Villa dei Colli di Lonato: prime reazioni sulla chiusura
L’ospedale Villa dei Colli di Lonato: prime reazioni sulla chiusura

Forte preoccupazione a Lonato sulla chiusura, molto più di un «rischio» ma una prospettiva purtroppo molto concreta, dell’ospedale di Villa dei Colli di Lonato, come previsto dalla bozza regionale che va a riordinare in modo significativo la geografia ospedaliera. Decisione presa, secondo quanto dichiarato dal nuovo direttore generale dell’Azienda socio-sanitaria del Garda Carmelo Scarcella, a causa dei per mettere a norma il nosocomio di via Arriga Alta: «Costi insostenibili - ha detto anche ammesso di reperire le risorse, la struttura sarebbe inagibile re anni». LE REAZIONI nella cittadina fanno già rumore. La lista civica di «Progetto Lonato», interpretando il forte malessere dei residenti e dei numerosi utenti della struttura, con i consiglieri comunali Flavio Simbeni e Andrea Locantore ha deciso di presentare un’interrogazione al sindaco Roberto Tardani, affinché si adoperi «in tutte le sedi competenti per garantire la vita a Villa dei Colli». Sostengono l’interrogazione anche la lista civica Ritrovo Lonato, il circolo del Pd e il Movimento 5 Stelle. La palazzina era stata costruita nel 1960 come sanatorio per la sua posizione collinare, favorevole dal punto di vista climatico per la cura di malattie coma la tubercolosi. Attualmente ospita l’Unità operativa di riabilitazione ortopedica e neurologica, una struttura residenziale psichiatrica, un centro psicosociale e la neuro psichiatria infantile e dell’adolescenza. Nell’interrogazione si rimarca che la chiusura «ricadrebbe sui lavoratori, sugli utenti e sulle famiglie gardesane, e in particolare della neuropsichiatria infantile, un unicum nella zona». I CONSIGLIERI ricordano che «nel 2017 la Regione Lombardia doveva stanziare oltre 2 milioni di euro per la riqualificazione», e che «la comunità lonatese ha a cuore questo ospedale dal 1960, dopo un lascito del dottor Papa , che vincolò la struttura a soli scopi di salute». «I pazienti e le loro famiglie - spiega Andrea Locantore - in caso di chiusura dovrebbero recarsi a Leno, una sede decisamente non comoda. Il lascito non può essere disatteso». •

Roberto Darra
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