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lunedì, 18 dicembre 2017

Alla Rocca sboccia la Riserva
L’area protetta diventa realtà

Una magnifica veduta della Rocca di Manerba: la Riserva comprende quasi 200 ettari, di cui 84 sull’acqua (BATCH)

Alessandro Gatta

Sboccia la primavera, sboccia anche la Riserva: una veloce accelerata, in senso positivo, per il più importante progetto di tutela ambientale del lago di Garda.

Prende forma la Riserva naturale della Rocca di Manerba, dove il conto alla rovescia sta per terminare e quasi tutto è pronto, a poco meno di un anno dal suo riconoscimento formale (al maggio 2016 risale l’approvazione in Consiglio regionale) e a poche settimane dalla messa in opera definitiva e irreversibile, prevista per i primi di maggio, quando scadranno anche i termini per le osservazioni e il «dossier» sarà al traguardo definitivo.

LE ULTIME NOVITÀ: il Comune ha da poco installato i nuovi tabelloni informativi, con fotografie e mappe e soprattutto il regolamento, tutto ciò che si può fare o non si può fare. Anche i confini terrestri della riserva naturale (da Montinelle a Pisenze a San Giorgio, in tutto 116 ettari) sono stati segnalati con appositi cartelli.

Prossimo step: la delimitazione dei confini lacustri dell’unico parco lacuale in Italia, circa 85 ettari con un’estensione media dalla costa di un centinaio di metri, isola dei conigli compresa, dove sarà vietata la navigazione a motore.

Il progetto prevede il posizionamento di diverse boe, il prossimo autunno, a distanza di 100-150 metri: preventivo da 50mila euro, se ne occuperà l’Autorità di Bacino.

Sul piano organizzativo, come da programma è stato istituito il comitato di gestione: si compone del sindaco Isidoro Bertini e dell’ex sindaco Paolo Simoni, di quattro consiglieri (di minoranza e di maggioranza), rappresentanti dei proprietari dei fondi privati, cacciatori e pescatori, il presidente del Comitato Colline Moreniche Gabriele Lovisetto, già coordinatore del comitato scientifico della Riserva stessa.

Nelle prossime settimane si lavorerà al piano di gestione: tra le cose da fare ci sarà il regolamento dettagliato, che andrà ad integrare le «istruzioni per l’uso» della Regione, e costruire una sentieristica adeguata, per permettere al pubblico di visitare il meglio della Riserva senza interferire (e magari danneggiare) il percorso naturale.

In questi giorni la primavera si vede: sono fiorite le orchidee, hanno ricominciato a cantare gli uccelli (più di 90 specie di cui 30 ad elevato «valore conservativo»).

La Riserva in numeri: in tutto più di 200 ettari, 84 di acqua e 116 di terra. Uno scrigno meraviglioso: al suo interno si trova la Rocca, uno sperone roccioso di 250 metri (165 sul livello del lago), tracce antropiche risalenti a 10mila anni fa, una grotta sulla falesia a 20 metri di altezza, e poi vigneti e uliveti, boschi, prati e stagni, anfibi e uccelli, tantissimi pesci.