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11.05.2018

«Così l’ho salvato
volando sul
mio kite surf»

Marco Laffranchi in volo sul kite: così ha salvato un turista tedesco
Marco Laffranchi in volo sul kite: così ha salvato un turista tedesco

Aggrappato disperatamente a una boa a più di 100 metri dalla riva, davanti alla spiaggia della Romantica di Manerba, un turista tedesco è stato salvato appena in tempo da un coraggioso «kiter» di Moniga, il 34enne Marco Laffranchi, che con la sua tavola da kitesurf l’ha raggiunto volando sul vento di Pelèr, che soffiava a quasi 40 nodi. UN SALVATAGGIO da film, avvenuto mercoledì poco prima delle 18: il tedesco, 55 anni si stava dirigendo verso riva con la moglie a bordo su un piccolo gommone. Soffiava forte il vento, il lago era parecchio agitato e un’onda di almeno un metro e mezzo lo ha fatto cadere in acqua (non più di 15 gradi di temperatura in questo periodo). La moglie è arrivata a riva, a fatica, e ha chiesto aiuto: in spiaggia non c’era nessuno se non Laffranchi, appena arrivato, mentre dal vicino bar Pagoda il titolare allertava il 112. «Ci è voluto parecchio sangue freddo, perché la moglie era preoccupatissima e non c’era tempo da perdere - racconta Laffranchi, tra l’altro noto dj e producer in ambito tech-house -: così ho armato il kite e ho bolinato fino a lui, l’ho raggiunto che era stremato, altri 5 minuti e chissà cosa sarebbe potuto succedere». «Gli ho gridato “Come on!” e l’ho fatto aggrappare a me, poi ho girato la vela e sono tornato verso la spiaggia. Una scena da film: sono abituato a uscire con questo vento, ma non a riportare un naufrago a riva». ATTIMI CONCITATI, ma un gran sospiro di sollievo. Le operazioni di recupero sono state completate dall’arrivo di carabinieri e guardia costiera: il 55enne tedesco, infreddolito e terrorizzato, è stato coperto e poi accompagnato in ospedale da un’ambulanza dei Volontari del Garda, ricoverato a Gavardo in codice giallo ma solo per accertamenti. Al pronto soccorso è arrivato poco prima delle 19, e a quanto risulta è stato dimesso già ieri mattina. Tutto è bene quel che finisce bene, e tante grazie all’eroe per un giorno, in “sella” al suo fedele kite. «Lo avevo visto fare altre volte, certo non in situazioni estreme come quella – conclude Laffranchi - ma anche questo fa parte della cultura del kite, non si abbandona mai nessuno in difficoltà». •

Alessandro Gatta
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