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26.11.2017

Imu «fantasma», buco da 900 mila euro

Il sindaco Isidoro Bertini
Il sindaco Isidoro Bertini

L’evasione delle tasse sulle proprietà immobiliari in genere a Manerba vale quasi un milione di euro: è emerso dagli accertamenti portati a termine dalla Secoval, l’azienda incaricata dal Comune di fare un censimento dei «furbetti» che negli anni non hanno pagato l’Ici e la Tasi e ancora oggi non pagano l’Imu.

Un sommerso da record, in un paese dove le seconde case sono circa il 50%: in tutto alle casse comunali mancherebbero 940 mila euro, di cui 737 mila di Imu, 154 mila di Ici e 47 mila di Tasi.

Il sindaco Isidoro Bertini è convinto di poterne recuperare almeno la metà: «L’obiettivo è di recuperarne il più possibile, e arrivare almeno al 50%, circa 450mila euro. Le ipotesi per rientrare sono diverse: non solo i soldi subito ma anche pagamenti rateizzati, oppure la cessione di beni che poi come Comune potremmo vendere. Certo non sarà facile, anche perché parte dei soldi che mancano sono riferiti a società già fallite o prossime al fallimento».

Se invece quei soldi si recuperassero, sarebbe un bene per tutta la comunità: «Un’entrata come questa ti cambia il bilancio - continua Bertini -: potremmo investirli per opere importanti come la messa in sicurezza della Provinciale 572, per cui comunque stiamo lavorando a un accordo di programma con la Provincia, o per la nuova passeggiata a lago da Moniga a Dusano, passando per la Riserva e il porto Torchio fino a San Felice. Proprio lunedì abbiamo un incontro con l’Autorità di Bacino».

Certo bisogna correre: la legge prevede la prescrizione passati 5 anni, e ad esempio per i mancati pagamenti dell’Ici i tempi stringono.

Ma se invece i soldi non fosse possibile recuperarli? «È nostro dovere civico battere questa strada. Ma se non dovessimo farcela, allora prima o poi potremmo essere costretti ad alzare le tasse».

Una storia all’italiana: per colpa di pochi, devono pagare tutti. «Ma adesso il tempo dei furbi è finito - conclude Bertini - perché con l’aggiornamento della banca dati e gli accertamenti non ci scappa più nessuno». A.GAT.

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