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11.04.2018

Sull’albero di Natale sbocciano i persici

Un subacqueo controlla e verifica: sugli alberi già tantissime uova
Un subacqueo controlla e verifica: sugli alberi già tantissime uova

Sono tornati dopo Pasqua gli «addobbi» sugli alberi di Natale: sono i piccoli abeti sommersi sui fondali del lago il 25 marzo, per fare da nido alla frega dei persici e da riparo per le uova appena posate dai pesci. E proprio come palline sull’albero di Natale, le uova adesso ci sono e in abbondanza, appese ai rami come festose decorazioni, sotto quello specchio d’acqua davanti al lungolago di Maderno. LO CONFERMA l’Updg, l’Unione pescatori sportivi del Garda: «Durante i sopralluoghi dei nostri subacquei nello scorso fine settimana - spiega il presidente Maurizio Scamigliati - abbiamo constatato che gli alberelli posizionati a circa sette metri di profondità sono stati “addobbati” da decine di filamenti e sacche ovariche; buon segno». Detto di Maderno, la salvaguardia e la difesa della fauna e delle sue acque ma soprattutto il rispetto del lago, passa anche attraverso altre iniziative come il ripopolamento ittico. Una pratica frequente anche sul Garda per contrastare l’evoluzione numerica delle varie specie in qualche caso determinata da fattori naturali, dalle attività di pesca ma purtroppo anche da fattori ambientali come l’inquinamento. In questo contesto, sempre nello scorso weekend, l’Unione Pescatori (composta da 10 società benacensi e circa 700 iscritti delle tre sponde del lago) in accordo con gli uffici pesca delle Province di Brescia e di Verona, ha «seminato» ben 450 kg di trota Fario, tutti esemplari tra i 14 e i 18 cm di lunghezza, grazie a una raccolta fondi in particolare degli associati di Manerba e dei cugini veronesi di Torri. LE TROTELLE sono state rilasciate in uguale misura a Manerba, Torri, Garda, Campione e Malcesine. Si replicherà in maggio sempre negli stessi posti con la semina della trota lacustre: «In questo caso - anticipa Scamigliati - rilasceremo nel Garda 40 mila avanotti. Per il prossimo anno le semine riguarderanno solo le lacustri, rilasciando esemplari da 10 centimetri». Il «triplete» ittico si è completato nella giornata di ieri con i primi avanotti di trota lacustre censiti nel torrente Toscolano: «Quest’anno - commenta Paolo Marai della locale associazione La Fario Zps - il fenomeno della rimonta riproduttiva è stato più regolare grazie ai lavori sull’alveo del fiume». •

Luciano Scarpetta
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