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domenica, 23 settembre 2018

Violenza sessuale
a Manerba,
tre in arresto

Chiuso il cerchio delle indagini per la violenza sessuale compiuta a Manerba ai danni di una turista

Individuati, trovati, arrestati: sono scattate le misure cautelari per i tre giovani, tutti minorenni, che la notte tra l’11 e il 12 luglio a Manerba avevano aggredito una turista danese e preso a pugni il fratello che era intervenuto per difenderla. L’accusa è di violenza sessuale di gruppo per il trio di ragazzi, che vivono uno a Brescia e due nell’hinterland cittadino, che quella notte nel parcheggio della discoteca «Red Clubbing» si erano accaniti sulla giovane turista quando era ormai quasi mattino, dopo una notte tutta «su di giri». I CARABINIERI della Compagnia di Salò, che hanno svolto le indagini con i colleghi della stazione di Manerba, hanno dato ieri esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Brescia, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di tre 17enni ritenuti, a vario titolo, responsabili del reato. Arestati ieri sera, saranno interrogati questa mattina dal giudice del Tribunale minorile. Il provvedimento emesso dal Gip chiude il cerchio delle indagini avviate in seguito all’episodio di violenza avvenuto quella notte all’uscita dalla discoteca: i tre giovani, dopo aver accerchiato la turista anche lei minorenne e il fratello, preso a pugni per impedirgli di difendere la sorella, avevano costretto la vittima a «subire atti sessuali - è scritto in una nota diffusa ieri dai carabinieri - consistenti in palpeggiamenti e nel tentativo di rimuoverle la biancheria intima». IN BASE alle singole responsabilità emerse nelle attività d’indagine, il provvedimento del Tribunale ha previsto misure differenti a seconda del grado di responsabilità dei tre 17enni: uno dei giovani (con precedenti) è stato portato al carcere minorile «Beccaria» di Milano; un altro è stato accompagnamento in una comunità educativa; per il terzo è stata disposta la permanenza in abitazione sotto la «responsabilità genitoriale», l’equivalente per i minori degli arresti domiciliari. A RENDERE POSSIBILE l’identificazione era stata innanzitutto la descrizione fornita dalle vittime, anche con il supporto delle numerose immagini scattate quella sera all’interno della discoteca, dove quella notte si era svolta una festa-evento, con tanto di book fotografico. Con la collaborazione dei titolari del locale, i carabinieri hanno vagliato tutte le immagini per dare un volto ai componenti del gruppo, consultando anche i registri delle varie «tessere» emesse per gli eventi speciali dalla discoteca di Manerba, dove i tre erano stati anche altre volte in precedenza. Non è comunque stato facile un nome a quei volti: due ragazzi di pelle scura, figli di immigrati, uno invece brescianissimo. Amici inseparabili, ora divisi per le loro terribili colpe di quella sera. •