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01.08.2018

Violenza sessuale,
nessuno torna
in libertà

Nessuna modifica alle misure cautelari applicate ai tre giovani
Nessuna modifica alle misure cautelari applicate ai tre giovani

Mario Pari Le tre misure cautelari non saranno revocate o riformate in altre più blande. Lo ha deciso il Tribunale dei minori respingendo le richieste avanzate dai legali dei tre giovani coinvolti nelle indagini sulla violenza sessuale di cui è rimasta vittima una turista danese minorenne. Il fatto risale alla notte tra l’11 e il 12 luglio scorsi, e sin dai giorni successivi i tre minorenni coinvolti, a vario titolo, sono stati identificati. LA SETTIMANA SCORSA è quindi stata eseguita l’ordinanza che prevede le tre misure cautelari. Uno dei giovani, quello accusato d’aver palpeggiato la turista 17enne, si trova all’istituto di pena minorile Cesare Beccaria. Un altro, che secondo la ricostruzione accusatoria di cui si è occupata il procuratore dei minori Emma Avezzù, avrebbe sferrato un pugno al fratello della vittima, è in comunità. Il terzo è agli arresti domiciliari per minori. Almeno per ora la loro posizione non cambia. Pare di capire che per fare piena luce sulla vicenda servano alla magistratura ulteriori approfondimenti. I legali dei tre minori per contro sembrano convinti che la vicenda possa essere oggetto di un ridimensionamento. Ma è evidente che i prossimi giorni potranno portare un ulteriore contributo in termini di chiarezza. Tutto ciò in ogni caso non ridimensiona quanto subito dalla ragazza danese dopo quella serata in discoteca. A quanto pare era stata notata proprio all’interno del locale di Manerba. Poi, fuori, sarebbe stata avvicinata e palpeggiata. Il fratello che ha cercato di difenderla e proteggerla è stato colpito con un pugno. Questo sulla base della ricostruzione accusatoria. A impedire che la situazione degenerasse è stata una pattuglia della stazione di Manerba che stava passando nella zona per un controllo del territorio. La ricostruzione della vicenda è avvenuta sentendo la versione fornita dalla ragazza che poi è tornata nella nazione d’origine. Nelle indagini si sono rivelate determinanti le fotografie scattate nel locale in cui sono ritratti i tre ragazzi. Foto importanti perchè poi la vittima, vedendole, avrebbe riconosciuto i responsabili dell’aggressione. Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Salò e della stazione di Manerba hanno poi portato all’esecuzione delle misure cautelari con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Ora i legali, gli avvocati Alberto Scapaticci, Carolina Margani e Simona Torri, stanno lavorando a una ricostruzione che, sulla base di quanto appreso negli interrogatori, possa ridimensionare le responsabilità dei ragazzi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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