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08.02.2019

Nuova Tassoni, finalmente il semaforo è verde

Nello stabilimento di Salò viene prodotta anche la mitica Cedrata
Nello stabilimento di Salò viene prodotta anche la mitica Cedrata

Con il sì unanime del Consiglio comunale di Salò arriva il via libera definitivo all’intervento di ammodernamento della Tassoni. «CHIUDIAMO così un procedimento amministrativo molto lungo e sofferto», ha ammesso in aula Anna Gatti, l’architetto responsabile dell’ufficio tecnico. L’azienda intende realizzare una superficie interrata da 380 metri quadrati, destinata a magazzino, da collegare ai due locali già esistenti; rifare una porzione dell’edificio adibito a spazio espositivo; creare un nuovo ingresso in viale Marco Enrico Bossi riservato agli automezzi (ogni giorno da tre a cinque camion entrano per rifornirsi); ripavimentare parte del piazzale interno, attualmente ancora in ghiaia, al fine di eliminare le polveri. L’investimento totale, da circa 800 mila euro, comprende anche il rinnovo di alcuni macchinari. Nel febbraio del 2017 il progetto aveva ottenuto il via libera dalla conferenza dei servizi, ma la necessità di spostare il tubo di 20 metri che raccoglie le acque del rio Stella, facendole confluire da via Belvedere a piazza Bezzecca, provocò ulteriori intoppi. «Fa parte del reticolo idrico minore - ha spiegato Gatti - Attualmente passa sotto lo stabilimento. Verrà collocato in un’altra posizione, sempre all’interno del perimetro del lotto. Purtroppo la proceduta burocratica ha richiesto un sacco di tempo. Adesso la Tassoni dovrà ritirare il permesso di costruire, e richiedere le autorizzazioni». Soltanto per dare l’ok allo spostamento del tubo, un lavoro fattibile in 7 giorni, la sede territoriale della Regione (Ster) aveva obbligato il Comune a presentare il progetto del nuovo percorso, aggiornare la Vas ed esaminare la variante al Piano di governo del territorio. «E pensare - aveva commentato il segretario Giuseppe Iovene - che lo sportello unico per le attività produttive è stato voluto dal Governo per accelerare le procedure inerenti gli aspetti urbanistici, commerciali e aziendali! Non si sa bene se la colpa sia dei politici che fanno le leggi o dei funzionari che le applicano. Fatto sta che per una questione minima sono stati persi un paio di anni». Sembrava, in passato, che la Tassoni, conosciuta per i liquori, gli sciroppi e le bevande, volesse cedere il marchio (la Cola Cola era in prima fila per acquistarlo), e chiudere l’attività di Salò, tanto da far inserire nel Pgt la possibilità di trasformare lo stabilimento in un comparto residenziale, commerciale e direzionale. I timori sono però rientrati quando la storica azienda ha deciso di voler rimanere, chiedendo di effettuare una riorganizzazione interna e una riqualificazione dei fabbricati. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sergio Zanca
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