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17.07.2018

Rebus depuratore del Garda «Ovunque ma non sul lago»

Il depuratore di Peschiera: resta un rebus il nuovo impianto gemello
Il depuratore di Peschiera: resta un rebus il nuovo impianto gemello

C’è attesa in questi giorni per gli esiti dello studio commissionato da Acque Bresciane a Giorgio Bertanza, professore del dipartimento di ingegneria civile dell’Università di Brescia, chiamato a individuare la «localizzazione ottimale» per il nuovo depuratore della sponda bresciana. GIOVEDÌ all’assemblea di Garda Uno, qualcosa di più preciso dovrà emergere, anche se la questione non è all’ordine del giorno. Staremo a vedere perché il tempo passa e il divario con la sponda veronese si sta dilatando: loro hanno già concluso la procedura per l’affidamento della progettazione definitiva dell’opera. In ogni caso appare già chiaro uno dei punti fermi che incideranno nella decisione finale: «La prerogativa fondamentale – è l’analisi del segretario generale della Comunità del Garda Pierlucio Ceresa – è la valutazione di impatto ambientale da salvaguardare prima di ogni altra cosa. Se non sarà a Visano, e se si scarterà anche l’ipotesi di continuare a usare solo il depuratore esistente a Peschiera, la collocazione del nuovo impianto dovrà necessariamente prescindere dalla vicinanza con un “corpo recettore” delle acque depurate, che per inciso non sarà assolutamente il lago di Garda». Nulla a che vedere con il mini depuratore al servizio dei comuni di Tremosine e Limone, inaugurato nel luglio del 2012 in un tratto dismesso di galleria della Gardesana. «DA QUEL DEPURATORE - sottolinea Ceresa – le acque depurate finiscono nel lago, ma se nella malaugurata ipotesi dovesse accadere qualcosa all’impianto, il danno ambientale provocato al lago sarebbe devastante considerato che il ricambio del bacino idrico è lentissimo, calcolato in 26 anni. Per questo motivo - anticipa Ceresa – il nuovo depuratore dovrà essere individuato in una zona del basso lago nelle immediate vicinanze del fiume Chiese o di qualche altro corpo ricettore capace di “dilavare” in tempi necessariamente brevi le acque della depurazione». Tra le altre ipotesi dello studio, anche quella di realizzare non uno, ma due depuratori al servizio della sponda bresciana del lago. “Si – ammette Ceresa – questa è una delle ipotesi al vaglio». •

L.SCA.
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