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08.11.2017

Reti e
furgone,
ripulito l’oliveto

L’appezzamento depredato si trova tra i Monte Corno e il Vò
L’appezzamento depredato si trova tra i Monte Corno e il Vò

Piante razziate e olive rubate. Brutta sorpresa per l’azienda agricola di Matteo Antonini, proprietario di un ampio appezzamento di terreno collocato a Desenzano tra il monte Corno e il Vò e che fiancheggia una buona parte del corridoio morenico del basso Garda bresciano. Circa 4 ettari di superficie con all’interno 350 ulivi. Piante autoctone, quasi secolari, di grande pregio e di varietà casaliva, frantoio e leccino.

Alcuni giorni fa il responsabile della tenuta Sergio Cornali, durante un sopralluogo che sarebbe servito per preparare al meglio il via alla raccolta delle olive, ha scoperto che qualcuno aveva già ripulito le piante e se l’era filata con il prezioso raccolto.

«IL DANNO È INGENTE. A occhio e croce sono stati portati via, considerando che questa stagione si annunciava scarsa nella produzione, dai 10 ai 15 quintali di olive. Facendo passare tutta la tenuta - spiega Cornali - ho incontrato una residente che abita poco lontano e che mi ha raccontato di aver assistito alla scena del furto. Un’operazione veloce. Un vero e proprio blitz. Un pick-up si è avvicinato con il cassone alle piante. Una per una. Due persone sono scese dall’auto, hanno steso un telo sul cassone e aiutandosi con particolari rastrelli hanno pettinato le olive dai rami». La residente si è insospettita per la velocità con cui la procedura è stata ripetuta pianta dopo pianta, ma non sapendo a chi appartiene la tenuta la cosa è finita lì, senza segnalazioni.

DANNO E BEFFA. L’area non è tutta recintata. In particolare il lato che scorre lungo il sentiero classificato con tanto di cartello come Corridoio morenico del basso Garda è aperto a intrusioni e raid. Sentiero frequentato abitualmente da runner ed escursionisti e che i ladri hanno sfruttato per mettere a segno il colpo. Il proprietario dell’area Matteo Antonini è un odontoiatra che risiede a Varese e oltre alla tenuta di Desenzano, rimessa a nuovo da tre anni, ne possiede una anche in Toscana. Da lì, probabilmente, arriverà l’olio nuovo, mentre sul Garda bisognerà aspettare l’anno prossimo per tornare in frantoio a macinare le olive.

Roberto Darra
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