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15.10.2017

Appello al prefetto: «Voglio la patente»

Christian Rossi, 37 anni
Christian Rossi, 37 anni

Qualcuno nel 2015 aveva manomesso la sua cartella clinica, facendolo risultare «schizofrenico». Per questo la motorizzazione gli ha sospeso la patente di guida, essendo venuti a mancare «i requisiti psicofisici». Il punto è che questo cittadino non ha mai sofferto di patologie psichiatriche, non è mai stato schizofrenico e lo può dimostrare con un pacco alto così di perizie, firmate da medici e specialisti. Ma la patente ancora non gli viene restituita.

Sembra la trama di un film della serie «Matrix», una vicenda così incredibile (ma tutta documentata) e così allucinante che oggi non ha più molta importanza capire come sia successo e per colpa di chi: l’importante è solo uscire da questo incubo, poi eventuali responsabilità le stabilirà l’autorità giudiziaria.

Intanto Christian Rossi, 37enne di Salò, gestore con il padre di un bar a Puegnago, vorrebbe semplicemente riavere la sua patente di guida.

Per questo lancia un appello al Prefetto di Brescia, oltre che alla Motorizzazione civile, le uniche autorità in grado di sbloccare la pratica. Basterebbe sottoporlo alle visite, così chiede, certificare la sua idoneità (già sancita da diversi medici), recepire definitivamente il fatto che quella «psicosi schizofrenica» finita nella sua cartella clinica era solo una falsificazione.

Vicenda, come si può capire, intricata. L’accusa di Christian coinvolge persone che erano in una posizione di autorità e che con lui avevano avuto dei contrasti. E che per dispetto, nel 2015, gli avrebbero manomesso il data base sanitario. Comunque sia andata, Christian non è schizofrenico, ma per la motorizzazione è come se lo fosse.

Il suo appello è forte e chiaro: «Fatemi questa visita e ridatemi la patente, per favore - chiede Christian alla Prefettura -: non potermi più muovere liberamente è una tortura, una limitazione che mi sta rovinando la vita». V.R.

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