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23.11.2017

Edilizia e ricorsi, dal tribunale
tre schiaffi alla Soprintendenza

Il Garda dà parecchio lavoro al Tribunale amministrativo regionale di Brescia. Numerosi i casi esaminati dai giudici in questo periodo, soprattutto sull’urbanistica.

A MANERBA la società «Il ginepro» di Angossini & C., ha fatto ricorso contro la bocciatura da parte della Soprintendenza per i beni architettonici dell’autorizzazione paesistica rilasciata dal Comune, che aveva consentito di costruire una nuova residenza con piscina a Pisenze: volumetria residenziale di 870 metri cubi in tre lotti edificabili ciascuno da 1.440 mq.

A suo tempo la Soprintendenza ha detto di no. Ma il Tar ha ritenuto che invece sia possibile costruire in quanto «le aspettative dei privati debbano essere sempre salvaguardate se non risultano fuori scala rispetto alle finalità del vincolo paesistico». Così il Tribunale ha accolto il ricorso della società.

A Sirmione Rosa Bonzio, Antonio e Alberto Cracco, hanno impugnato il provvedimento di Comune e Soprintendenza che ingiungeva il «ripristino dei luoghi»: ristrutturando la copertura del loro fabbricato, i privati avevano creato un accesso al sottotetto. Il Tar ha dato loro ragione, considerando l’impatto «minimo» e «modesto».

A TREMOSINE la Dinamo, ditta individuale di Diego Girardi, difesa da Giovanni e Giuseppe Onofri, ha vinto il ricorso contro la Soprintendenza, che aveva annullato l’autorizzazione per ristrutturare un edificio residenziale nel centro di Pieve, con aumento delle unità immobiliari, recupero sottotetto, sostituzione copertura e modifica delle aperture. La Soprintendenza aveva detto no, per il rischio di alterare il centro storico, ma il Tar ha detto sì perché superfici e volumi non vengono modificati. SE.ZA.

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