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06.02.2018

Furto sacrilego: il parroco decide di chiudere la chiesa

La chiesa di Campoverde a Salò
La chiesa di Campoverde a Salò

Sergio Zanca Non solo case e negozi. Anche gli edifici sacri vengono continuamente presi di mira dai ladri, e allora non resta che sprangare le porte: proprio questo accade a Salò, dove dopo un furto consumato sull’altare, il parroco ha deciso di chiudere il luogo di culto e di tenerlo aperto solo per messe e le altre funioni. FURTI e tentativi di scasso si sono verificati in questi giorni nella chiesa di Campoverde, frazione di Salò. Dopo avere rubato il microfono che serviva al parroco per le omelie, e tentato di scardinare la cassetta delle offerte, adesso don Marco Zanotti ha denunciato la scomparsa di 200 candele benedette. Da qui, a meno di un ripensamento, l’idea di chiudere la chiesa dopo la celebrazione delle messe, che costringerebbe i fedeli ad andare a pregare altrove. Qualcuno ha rimarcato come sia preferibile cautelarsi, prima che spariscano pure i dipinti. Altri hanno colto l’occasione per diffondere un articolo del 1935, che raccontava di ladri saliti sulle viti dell’orto vicino per arrampicarsi sul finestrone, tagliare col diamante il vetro, e, dopo essere scesi sul pavimento, e rubare quaranta lire dalla cassetta delle elemosine (robustissima, con tripla chiave), scappando alla fine dalla porta della sacrestia. In passato la stessa chiesa di Campoverde, dedicata a Sant’Antonio abate, ha vissuto altri brutti momenti. Nella primavera del 2014, ad esempio, un fulmine, caduto sul campanile, ha scrostato l’intonaco del cono soprastante e fatto cadere un po’ di mattoni. Il tutto ha provocato spavento. E i vigili del fuoco avevano imposto al sacerdote di non suonare le campane per alcuni giorni. •

Sergio Zanca
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