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16.12.2017

I tentacoli della mafia arrivano fino a Salò

Il golfo di Salò: la presenza delle mafie sulle sponde del Garda si fa sempre più ramificata
Il golfo di Salò: la presenza delle mafie sulle sponde del Garda si fa sempre più ramificata

Ha conosciuto una estensione sul territorio bresciano il provvedimento cautelare antimafia numero 13 emanato nelle ultime ore dal prefetto di Verona Salvatore Mulas. Si tratta ancora una volta di una «interdittiva» (tecnicamente si chiama così), e stavolta è a carico di una donna: la rumena Georgiana Andrea Nicolae che gli inquirenti ritengono sia la prestanome di Francesco Piserà, già a sua volta colpito da interdittive (così come suo figlio), per i suoi interessi sul Garda bresciano. Piserà è sospettato di essere vicino ad ambienti malavitosi, e il cinquantenne imprenditore calabrese, all’opera da tempo nell’area benacense, è titolare di diverse attività operanti nel settore della ristorazione e del turismo, con esercizi pubblici a Boscochiesanuova, Nogarole Rocca e Bardolino. Già interessato da provvedimenti del genere, non aveva presentato i ricorsi previsti nei tempi utili. E la donna? Il sospetto è che la sua compagna, da cui ha avuto un figlio sei mesi fa, gli faccia appunto da prestanome per le attività sulla sponda bresciana. Di certo risulta essere la titolare dell’hotel «Il Gambero di Salò» e del resort «Piano d’Ercole». Venendo ai presunti legami mafiosi, Piserà, che aveva preso in gestione anche gli impianti sciistici di Boscochiesanuova, non avrebbe mai fatto mistero di essere vicino ai Mancuso, una ’ndrina di Limbadi e Nicotera considerata dagli organi investigativi come la cosca più potente della Calabria; ma ha sempre smentito di essere un affiliato. L’INTERDITTIVA prefettizia antimafia è una misura preventiva, prescinde dall’accertamento di singole responsabilità penali nei confronti di soggetti che hanno rapporti con la pubblica amministrazione ma si fonda sugli accertamenti compiuti dai differenti organi di polizia, che vengono valutati dal prefetto competente territorialmente. E lascia appunto uno spazio aperto ai ricorsi. Vedremo gli eventuali sviluppi; soprattutto per quanto riguarda le attività finite nel mirino nel basso Benaco bresciano attraverso il coinvolgimento diretto della compagna dell’imprenditore del settore dell’accoglienza. Attività da tempo sotto la lente perché tra le più promettenti per chi vuole riciclare denaro in modo efficace: locali pubblici, bar o ristoranti che operano in aree di interesse turistico sono considerati realtà molto interessanti da questo punto di vista. •

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