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11.07.2018

L’acqua di
San Felice ha
contaminato Salò

Il rifornimento con autobotti a San Felice: 21 mila litri al giorno
Il rifornimento con autobotti a San Felice: 21 mila litri al giorno

Si allarga ancora il fronte del divieto di acqua potabile per la presenza di Norovirus nell’acquedotto di San Felice: dopo Manerba, anche il Comune di Salò ha pubblicato ieri un’ordinanza urgente che vieta l’uso alimentare dell’acqua nelle case di via della Scala e via San Felice, che attingono dall’acquedotto del paese vicino.

IN TUTTO, spiega il sindaco Gianpiero Cipani, è coinvolta solo una decina di utenze, tra cui una casa vacanze e un agriturismo. Un problema circoscritto: le case delle vie interessate confinano infatti con San Felice, e vengono rifornite da quella rete. Ma certo non mancano le polemiche: «Nel constatare che anche a Manerba era stata pubblicata un’ordinanza - spiega una residente, Maria Eugenia Bonomini, che abita in zona - ho cercato nell’albo pretorio di Salò per verificare se il sindaco avesse emesso un’ordinanza per i residenti che utilizzano l’acqua dell’acquedotto di San Felice. E con mia sorpresa ho verificato che il 29 giugno il Comune non ha fatto altro che pubblicare l’ordinanza del sindaco di San Felice». Nessuna indicazione ufficiale, insomma, fino a ieri mattina: «Dall’ufficio segreteria mi hanno risposto che non ne sapevano niente, e dall’ufficio tecnico mi hanno addirittura chiesto perché fossi collegata a San Felice». Nel pomeriggio arriva finalmente l’ordinanza. Ma perché questo ritardo? «Devo ammettere che non lo sapevamo, non ne eravamo a conoscenza - spiega il sindaco Cipani - perché ormai sono 20 anni che l’acquedotto non lo gestiamo noi, e quindi doveva comunicarcelo Acque Bresciane. Ci siamo arrabbiati: era il gestore che doveva dircelo. Non appena l’abbiamo saputo, abbiamo immediatamente fatto l’ordinanza. Più di così non potevamo fare». Acque Bresciane spiega che c’è stato «un mancato passaggio di informazioni rispetto alla situazione di alcuni residenti sul territorio di Salò. Ma vi abbiamo posto rimedio nel più breve tempo possibile, e ringraziamo per la collaborazione sia il Comune che i cittadini che hanno segnalato l’anomalia».

Alessandro Gatta
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